“Beati Pauperes in Spiritu-Eckhart Project” e “Quintetto”, editi da Teatro Instabile di Aosta, regia coreografia
e testi di Marco Chenevier (foto), sono andati in scena alla Galleria Toledo dal 9 al 12 aprile.
Danza recitazione e
musica collegati tra loro erano presenti nel teatro greco quasi sempre con il canto corale. Marco propone
una scrittura drammaturgica inserita magistralmente in quadri coreografici composti da fraseggi corporali
astratti in continuo movimento con dinamiche controllate, delicate, violente.
Corpi vibranti nello spazio
in modo armonico creano sculture che velocemente si alternano con altre composizioni fantastiche.

Nel primo cinque ballerini attori danzano e recitano con il corpo tra luci diffuse in una atmosfera onirica.
Nel secondo è solo Marco che domina il pubblico con il dialogo su sermoni del tedesco Meister Eckhart sul
tema della memoria e la danza con continui movimenti circolari tra un tavolino su un lato, una sedia vuota al
centro e un’asta con microfono sul lato opposto. Oggetti resi coprotagonisti in attimi di disperata follia
causata da ricordi, dubbi, incertezze sul domani.
Il palco, escluso i tre oggetti è vuoto e disadorno come la
mente di chi si rifiuta di ricordare.
Marco coinvolge il pubblico con i suoi dubbi a viva voce o per essere più
incisivo al microfono. La sua voce si alterna tra toni sommessi e quasi urlati ruotando tra i ricordi personali
e quelli del presente noti a tutti. Nella danza ambula tra le allodole nell’aria tra cielo e terra. Il suo corpo fluttua
elastico, si solleva come un aquilone e con gli arti simili a tentacoli disegna stelle filanti che si sperdono in alto.

Galleria Toledo teatro stabile d’innovazione via Concezione a Montecalvario 34
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