Cose mai viste, proprio perch ormai conosciute. Tesoro di una memoria comune, tornano a nuova vita per comunicare altre emozioni. E’ il “dj  vu” proposto dell’autrice torinese, napoletana d’adozione, Clara Garesio, (che della ceramica ha fatto il centro della propria ricerca artistica) e della figlia, Ellen G, nome d’arte per Francesca Pirozzi (che in casa ha respirato il dna della creativit  anche attraverso l’universo delle sculture del padre Giuseppe). Si offre allo sguardo di chi andr  a visitare la mostra alla galleria grafica Campioli (via V. Bellini, 46 a Monterotondo – Roma) un mondo fantastico, misterioso, colorato, abitato da figure inconsuete, animali, dame, eroi. In linea con i tempi che impongono l’arte del riciclaggio e la capacit  di far rivivere ciò che ha gi  vissuto, per non sprecare nulla.
“Le cose di Clara Garesio– scrive GianlucaPirozzi, uno dei due curatori- sono metafora di un mondo abitato da strani personaggi, e, allo stesso tempo, raccolta di curiosit  appartenenti ad epoche, che sebbene non troppo lontane, sembrano esser state rapidamente dimenticate. Per questa ragione, ciascuna di queste opere è immediatamente capace di stimolare l’affiorare di ricordi ed emozioni. Dinanzi ai nostri occhi troviamo frammenti di oggetti, giocattoli, utensili dimenticati, che perduta la loro originaria funzione, tornano inaspettatamente a nuova vita, in una dimensione di fantasia e di sogno più elevata nella quale il legame logico e razionale – come nelle nature morte olandesi o nei ready made delle avanguardie del secolo appena conclusosi – cede il campo alla libera associazione, seguendo nessi puramente estetici o compositivi, basati adesso sul colore e sull’equilibrio delle forme”.
Un evento originale che punta a sorprendere, nel piacere della scoperta. Platonico e teatrale il campo d’azione di Ellen G che riesce unire scenari opposti, differenti, lontanissimi. E a proposito delle sue opere,l’altro curatore, Vincenzo Rea, sottolinea ” Prendono forma visibile i pensieri, palesandosi in modo spontaneo, senza vincoli preposti dalla norma, n di prospettiva n di volumi n d’altro, estrinsecando la loro unicit  semplicemente dall’accostamento di personaggi, colori ed elementi che possiedono gi  di per s una qualit  espressiva testimone di una cultura del passato capace di riflette il presente”.
Il vernissage di sabato 13 ottobre alle 18 rappresenta un momento di rara liberazione da una realt  che si muove a ritmo di cattive notizie.

Per saperne di più
www.claragaresio.it
www.elleng.it

In foto, due opere in mostra bicchierini (in alto) e il doge malinconico