Dall’architetto Gerardo Mazziotti, coautore del padiglione Nord America della Mostra d’Oltremare di Napoli, riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Il rione Mostra. Servito dalla metropolitana, dalla Cumana e dai mezzi pubblici vi si accede attraverso tornelli (per evitare l’accesso a motorini e motociclette) da piazzale Tecchio, da viale Kennedy, dalla via Miano Agnano e dalla via antistante Edenlandia e lo Zoo. E anche dalla funivia viale Kennedy- via Manzoni (da ripristinare).

Un rione cittadino vissuto 24 ore su 24 grazie alla collocazione
delle redazioni del Corriere del Mezzogiorno, di la Repubblica e del Roma nei due moderni padiglioni in cemento e vetro e nell’ex redazione de Il Denaro nel teatro Mediterraneo. Degli uffici dell’assessorato comunale al Patrimonio (gestione del rione canoni di locazione, pulizia, illuminazione) e dell’assessorato alla Cultura ( gestione del teatro Mediterraneo e dell’Arena Flegrea) dove sono attualmente gli ambienti della presidenza della Mostra. Dei consolati di alcuni paesi africani nell’ex Torre delle Nazioni ( ribattezzata la Torre consolare). Di alcuni Dipartimenti della facolt  di architettura o di ingegneria nell’ex padiglione dell’ America latina. Del Polo dell’artigianato da realizzare nell’area di sedime dell’ex padiglione America del Nord, gi  padiglione Libia anni 40 (decisione della Giunta della Camera di Commercio del 7 aprile 2004 che stanziò la somma di 70.milioni di euro per esporvi e commercializzare il corallo di Torre del Greco, l’ intarsio sorrentino, la ceramica, l’ oreficeria e l’arte presepiale). Di studi professionali nell’ex padiglione Rodi. Del posto di polizia e dei vigili urbani nell’ex padiglione Albania. Di un grande ristorante nel castello di Fasilidas sull’omonimo laghetto. Di una caffetteria, gelateria, pasticceria nei locali del ristorante della Piscina, con tavolini e tende sul grande marciapiedi alberato di fronte al Cubo d’Oro. Di una sezione della biblioteca dell’IISF nel Cubo d’Oro.

E grazie allo svolgimento delle manifestazioni espositive
nel grande padiglione su piazzale Canino e delle manifestazioni ludiche, sportive e promozionali ( pizza festa, bufala fest…) nei suoi piazzali e nei suoi viali.

Il teatro Mediterraneo (da inserire nel circuito nazionale e internazionale),
l’Arena Flegrea ( da utilizzare per gli spettacoli estivi d’intesa col San Carlo), il megacentro congressi ( realizzato nell’ex padiglione Oceania), le Serre botaniche ( da ricostruire), la chiesa Copta e la Chiesa Santa Francesca Cabrini ( da restaurare), i campi di tennis, il teatrino dei Piccoli, l’Albergo sul piazzale Tecchio, i viali alberati e le fontane (mirabile la fontana dell’Esedra) costituiscono le attrezzature di eccellenza che ne fanno un rione privilegiato; come lo è il centro antico e come questo meritevole di essere inserito nel patrimonio Unesco dell’umanit .

L’apertura alla citt  è la condizione per valorizzare e rilanciare questo straordinario patrimonio dell’ architettura moderna europea. Continuare nelle “enclavi” sarebbe un errore imperdonabile. Il loro fallimento lo dimostra.

Si realizzerebbe il sogno di Giorgio Amendola, di Giovanni Porzio, di Enrico Berlinguer, di Maurizio Valenzi e di quanti hanno a cuore le sorti del patrimonio storico e artistico cittadino.

Riporto una poesia che Carlo Cocchia mi mandò pochi mesi di morire. E che pubblicai su la Repubblica del 12 aprile 2004 per denunciare la miopia dei vari presidenti che non glielo fecero vedere.

Sar  il giorno più bello della mia vita
Quello in cui vedrò i grandi viali della Mostra
Affollati di mamme che portano a passeggio i loro bimbi
E di anziani che sostano all’ombra degli eucalipti, delle palme e delle magnolie
Il giorno in cui vedrò tanti giovani passeggiare nei larghi piazzali
E in cui vedrò la piscina, il teatro, l’arena, i ristoranti affollati di gente
Il giorno in cui vedrò la fontana dell’Esedra lanciare in alto i suoi getti d’acqua
Miscelati sincronicamente con i mille colori e le mille sinfonie
E in cui vedrò la Mostra restituita al godimento quotidiano dei napoletani
E dei turisti provenienti da tutto il mondo
Quello sar  il giorno più bello della mia vita.

E lo sar  per milioni di napoletani e di turisti.

In foto, il teatro Mediterraneo