Giandomenico Morfeo. Ma che razza di nome è Gi an do me ni co Mor Fe o ? Un nome da fare venire sonno anche a chi non ce l’ha. Gi an do … e giù il primo sbadiglio, me ni, dormo gi  della grossa. Potrebbe essere brevettato come rimedio per l’insonnia; gi  me lo immagino, un cd con una voce calda e profonda che scandisce lentamente il nome : Gi an .. O al posto dei carillon per fare addormentare i bambini, quelli che non dormono mai e sono la disperazione di mamma e pap .

Come mi sono trovata fidanzata a questo tizio ? E chi lo sa, sembrava veramente un principe azzurro. Corteggiamento, cena, una bella macchina, un lavoro stabile, famiglia ricca, nessun problema economico. Ah, e il palco all’opera ! Cazzo, che vuoi di più dalla vita, recita più o meno pedissequamente, una nota pubblicit . E i regali, fiori, bracciali, profumi, una borsa Luis Vuitton autentica, che poi se me la regalava finta io non mi sarei accorta della differenza. Sei pazza, dicono le mie amiche, come fai a non distinguere, a non apprezzare ? Ma si, apprezzo, apprezzo. E mi annoio, mortalmente.

Oggi è il giorno della svolta, ieri sera mi ha chiesto di sposarlo. E si aspettava subito un SI, grato e adorante. Sono riuscita a dargliela a bere, ho finto sorpresa e giramento di testa alla proposta sicuramente inaspettata per me povera e umile mortale. Mi ha riaccompagnato a casa, da quel gran signore che è, e mi ha consigliato di riposare. Avrei preferito che si arrabbiasse e decidesse di scoparmi ferocemente e seduta stante. Invece no, se ne è andato, non prima di essersi assicurato che avessi tutto quello di cui potevo avere bisogno. Magari è gay, ed è andato dal suo amante.

E mo’ che faccio, sono ore che ci penso anche senza pensarci. Chiedere consiglio alle mie amiche ? Neanche a parlarne, sono tutte dalla sua parte. Mia madre direbbe: “Se non lo volevi perch ti ci sei fidanzata, non lo sapevi che finiva cos?”. Ma sono sempre state dei grilli parlanti le madri ? Esaminare la situazione, analizzare le possibilit : non potr  mai succedermi di nuovo una simile favorevole situazione. Mi sistemo, un punto a favore. Non avrò più problemi di casa, lavoro e non mi toccher  fare le pulizie. Tre a zero (le pulizie da sole valgono un punto). Però è noioso, tre a uno, non avrò problemi di sonnifero, quattro a uno. E il sesso, mi chiederete ? Beh, dipende dai giorni. A volte ti va quello lento, carezze muscolo per muscolo, e allora va bene, a volte vorresti un trattamento un po’ più rude, e allora non va bene. Ma sei incontentabile, dicono ancora le amiche, dove lo trovi uno che si dedica cos!

Si avvicina l’ora dell’appuntamento, devo decidere, devo, devo. Va bene, mi preparo prima. Trucco, vestito, scarpe, borsa, ma sai che è proprio bella questa borsa, orecchini, bracciale, anello, quello di fidanzamento che mi ha mostrato ieri era una favola. Sono pronta. Manca ancora un’ora e gi  bussano al citofono, che strano. Sar  lui, è in anticipo, non è da lui, vuoi vedere che mi stupisce. No, non è lui, è Carlo, il mio fidanzato precedente, non lo vedevo da un po’. Ma cosa ci fai qui, come sei bella, ho un appuntamento tra un’ora, mi sei mancata, mi bacia sulla bocca, cosa fai, no, no, continua a baciarmi e non più sulla bocca, sono truccata, vestita… Non mi oppongo più.

Ed ecco che la soluzione al mio assillante interrogativo si fa immediatamente chiara nella mia mente. E’ deciso. Lo sposo. Ma che avete capito, sposo Gi an do me ni co Mor Fe o, il principe noiosamente azzurro. Si, lo sposo. E mi faccio l’amante, anzi due, tre … Scusate, ma non si fa cos nell’alta societ  ?

No, non me lo aspettavo e non me lo doveva fare. Ma come, uno ti corteggia, ti invita a cene, ti fa apprezzare cose che neanche pensavi che esistessero, come l’opera, i buoni ristoranti e gli abiti non dozzinali, e tu che fai? Fai finta che non te lo aspettavi, che ti gira la testa e che non sei all’altezza? Avrei potuto aspettare un po’, insistere, e si sarebbe fatto come volevo io, ma proprio non ho potuto. Per calmare la mia furia e fare finta di niente, ho rimesso l’anello in tasca e ho finto premura. L’ho riaccompagnata e me ne sono andato. Mantenere il contegno è qualcosa che nel mio ambiente si impara da bambini, non è poi cos difficile, ma dentro ribollivo proprio. Come si è permessa questa sciacquetta di fare tutta quella scena? Non gliela perdono. E se dir  di s si far  come dico io.

Intanto che faccio per farmi sbollire la rabbia? Certo non torno a casa a vedere il sorriso soddisfatto di mia madre al mio inevitabile racconto. Lo so, non le piace, piace a me. Anche se oggi proprio non mi è piaciuta. Quattro passi, ecco quello che mi ci vuole, una passeggiata per la citt  deserta, non cammino mai. La palestra è chiusa a quest’ora e non è neanche tempo per il maneggio, mi sarei scaricato un bel po’. Toh, chi si incontra camminando la sera: “Toni, che ci fai qui in giro? Hai un cane? Non lo sapevo”. Da quando ha avuto il primo figlio Toni non ha trovato di meglio per fuggire di casa ogni tanto che farsi un cane e portarlo a spasso. Ah, ma a me questo            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNO» OJe
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Ohi, che mal di testa, mi spacca il cranio, dove sono? Chi mi avr  riportato a casa? Sono ancora vestito e puzzo da far vomitare, mi sarò bevuto una bottiglia intera. Chiamo Giacomo e mi faccio preparare un bagno e una cuccuma intera di caff. Nell’acqua calda va gi  meglio, qualcosa ricordo, stavo vincendo, mamma mia che nausea che ho stamattina, no, la macchina non me la sono giocata. Ho vinto alla fine? Chi lo sa, ero troppo ubriaco, una fitta, s, mi ricordo, sono andato l per colpa di quella deficiente. Ora sar  tutta tranquilla a casa a fingere di studiare e io qui con le tempie martellanti. S mam n, s mi vesto e vengo a fare colazione. S, vengo. Giacomo ha gi  portato in lavanderia i vestiti di ieri e arieggiato la stanza, io non sembro più quel relitto che dormiva stamattina sopra le coperte. Che occhiaie che hai caro, non ti senti bene? Come è andata la tua serata?

Un flash all’improvviso, l’anello, me lo sono giocato e l’ho perso. Dovrò comprarne un altro, o forse no. Non so mica se mi va più di sposarmi.

*Carla Isernia (napoletana) è professoressa di Chimica generale e inorganica alla Seconda Universit  di Napoli. Frequenta il laboratorio di scrittura creativa fondato da Antonella Cilento