Esecutore e talvolta autore, cos si definisce Gianni Lamagna, ma lui ha fatto molto di più.Tra le tante cose ha recuperato, raccolto e riproposto, in maniera ostinata, tanti brani dell’800 e del ‘900 quando molti poeti e musicisti posero le basi della canzone classica napoletana. Lui canta brani poco noti per farne conoscere tutta la loro bellezza e per diffondere il nostro patrimonio culturale al di l  del folklore, ma ci torneremo. Somiglia cos tanto all’attore gallese Anthony Hopkins fino al punto da provare imbarazzo e rimanerne sottilmente ammaliati. Sorride poco e osserva molto , dietro al suo sguardo si intravede un carattere sanguigno , burrascoso, eppure sa essere estremamente controllato.
RESPIRA L’ARTE IN FAMIGLIA
Nasce nella Sanit , uno dei quartieri difficili di Napoli, la musica la respira da sempre in famiglia. A soli sette anni rimane orfano di padre, cos gli viene a mancare quella figura di riferimento che aiuta a crescere. Una cosa però Gianni bambino la sa, far  il cantante, come suo zio. Il suo debutto avviene a diciotto anni, con "I Masaniello”. Nel ’76 assiste a uno spettacolo di Roberto De Simone e nel ’79 entra a far parte della Compagnia del Maestro.
UNA SOLA GRANDE SICUREZZA LA VOCE
Gianni è un autodidatta con una sola grande sicurezza la sua voce. De Simone è stato un suo maestro per tante cose, un maestro che lui ha fatto disperare perch è stato sempre pronto a essere critico, irriverente e ribelle. Mi racconta della sua partecipazione in Stabat Mater ( Pergolesi-Paisiello ) al teatro San Carlo sotto la regia di De Simone si apre il palco, Gianni si ritrova da solo con il pubblico e si chiede come è arrivato fin l, ma è solo un attimo, la sua voce gli d  conferma che si trova al posto giusto.
LA MUSICA NELLE SCUOLE

Lavora a fianco di Concetta e Giuseppe Barra, Isa Danieli , Angela Pagano , solo per citarne alcuni. E’ un irrequieto, lo abbiamo gi  detto, continua a cercare… , poi visualizza un obiettivo e si affida con coraggio all’onda che la vita ha voluto per lui. L’idea si trasmuta in azione concreta e nel 1996 fonda l’Associazione “Di musica in musica”, che potrebbe avere come sottotitolo “inventerò un mondo migliore “. Lavora per la diffusione della musica nelle scuole, in special modo dove è più presente il disagio minorile, cos come spiega bene il video ” Minori di Citt ” nel sito dell’Associazione.
Torna nella Sanit , il suo quartiere d’origine, e con l’ Associazione partecipa a un importante Progetto del Comune di Napoli ” Laboratori di Educativa territoriale” . E’ presente anche nel Progetto ” La scuola di Sisina ” ideato e realizzato da Pina Conte, e in quello che rappresenta una sua costola ” Le mamme di Sisina “, 22 donne costrette a lasciare gli studi ed educate alla musica da Gianni. Il suo obiettivo è quello di dare loro una possibilit  di vivere la loro appartenenza al di l  dei bab , delle sfogliatelle, delle pizze fritte, delle zeppulelle, dei cornicielli… e da tutto ciò che rappresenta quel folklore che Giambattista Vico chiamava ” rottami di antichit “.
IL NAPOLITANO COLTO
Ama e canta il napolitano colto che aiuta lui e il suo pubblico a non farsi soffocare , offuscare e penetrare dall’esagerazione di ciò che stiamo vivendo a Napoli. Il suo rigore lo rende ostile rispetto a tutte le improvvisazioni prive di qualit , dove non si evince l’umilt  di dedicarsi con impegno a qualsiasi forma di mestiere o di arte, e in questo senso lui ritiene Napoli un “brodo” abusivo. Nonostante tutto ciò, sopravvive in lui la speranza, grazie a qualche giovane politico, qualche magistrato, qualche artista. Gianni vuole diffondere la bellezza, lavora per due anni alla traduzione in napolitano di diciassette sonetti musicati presentati nel suo ultimo CD Neapolitan Shakespeare. La traduzione in napolitano dei Sonetti, che da più di 450 anni sono sulla bocca di mezzo mondo, ci consente di comprenderne il senso e di vivere emotivamente la loro grandezza poetica .
FEDELE A SE STESSO
Ricercatore rigoroso che ama la forma, ma non la teatralit , è sempre rimasto fedele a se stesso, nelle sue interpretazioni si avverte tutto il suo percorso artistico.
Sabato 8 agosto dopo i festeggiamenti a San Gaetano, nel Chiostro Grande della Chiesa di San Paolo Maggiore , alle 23, Gianni Lamagna con “ll’Urdemo NNammurato” Canzoni di Napoli dimenticate , ci far  immergere nell’ ora della riflessione .
Il suo pubblico ci sar  e ci saranno anche tutte quelle persone sensibili e curiose che riescono ad apprezzare il poco conosciuto e non per questo meno bello.

Per saperne di più

www.giannilamagna.com/dicono.html

Nelle foto, l’artista napoletano, da anni concentrato sul recupero della memoria musicale napoletana
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