Gino Paoli, cittadino onorario, ha ricevuto copia della Medaglia d’oro della citt  con questa motivazione «un napoletano verace per la sua passione musicale verso il dialetto della citt  di Napoli, verso i suoi musicisti più noti con i quali ha intensamente collaborato ».
Paoli ha una carriera storica. Il 3 febbraio 2014 al festival di Sanremo ha reso omaggio a Luigi Tenco cantando “Vedrai vedrai”, a Bruno Lauzi “Ricorderai”, a Umberto Bindi “Il nostro concerto”, “Canzone dell’amore” di Fabrizio de Andrè. Nel film ” Quando c’era Berlinguer” regia di Walter Veltroni ha partecipato con la canzone “Un addio”.
Artista di fama internazionale, attivo politicamente nel vecchio PCI, ospite in una giunta senza il Pd. Nella sala della Giunta di Palazzo San Giacomo più di uno ha ascoltato in sottofondo “E’ stato mai possibile che ti accorgessi di me” versi di “Storia d’amore” di Paoli. Il contatto con la musica napoletana è molto ma molto recente con il suo ultimo cd “Napoli con amore”.
Poche parole alla consegna del premio come è solito fare un uomo artista senza un sorriso «Io non amo Napoli come di solito afferma un milanese. Io non amo me stesso e quindi non posso amare chi mi ha sempre affascinato da sempre per la sua creativit  e per le sue tante contraddizioni che sono presenti anche nella mia vita. L’Italia non ha bisogno di industrie pesanti ma di investimenti nella cultura e nella ricerca per le sue capacit  di creare». Con la SIAE ha aperto un rapporto contenzioso affinch siano elargiti 500 mila euro per la cultura.
A conclusione dell’ufficialit , pochi minuti di musica. Un folto gruppo di minorenni dai 5 anni a qualche giovane diplomato si è esibito in un pezzo di una danza di Beethoven. Napoli, Genova, Berlino, per ricordare ai pochi intimi che si sta svolgendo il Forum Internazionale della Cultura. I ragazzini hanno suonato privi di spartito a memoria, incuranti del convulso gesticolare del maestro di musica. La memoria è volata al film di Steno “Totò a colori” in cui nelle scene finali Totò, “maestro della mosica” di Caianello, dirige una banda.
Al termine, con sentita soddisfazione il maestro Giuseppe Mallozzi del gruppo “Quartieri Spagnoli” ha sussurrato commosso all’orecchio del Maestro Gino Paoli «Li ho preparati in due settimane». Era gi  apparso molto evidente. Al buffet si sono accalcati bimbi, ragazzini, mamme, nonne, zie mentre qualche protagonista ha preso strade diverse chiamato da urgenti improrogabili impegni delle prossime elezioni.

Nelle foto di Italo Pignatelli, due momenti del pomeriggio dedicato a Gino Paoli