Al Pan tre giorni dedicati al giornalismo, tra workshop, dibattiti e incontri con i principali esponenti del settore. Si è conclusa ieri la seconda edizione del Festival del Giornalismo Giovane organizzato da Youth Press Italia, l’ associazione nazionale dei giovani giornalisti presieduta da Simone d’Antonio.
Dopo il successo dell’anno scorso che ha visto più di 800 giovani provenienti da tutta Italia, anche quest’anno il Festival ha dimostrato di non limitarsi all’analisi delle problematiche che i più giovani devono affrontare ma di essere un vero e proprio laboratorio di proposte e soluzioni credibili, che riunisce i migliori esempi di innovazione, auto-imprenditoria e partenariato con le istituzioni. A partire dall’azione di guerrilla gardening tenutasi venerd nel centro di Napoli e che ha inaugurato l’edizione 2013 sulla Scalinata monumentale di Montesanto, i giovani giornalisti hanno regalato un orto urbano alla citt , per coinvolgerla attorno all’evento con “un’azione simbolica che testimonia la volont  di migliorare la propria citt  non solo come elemento fondamentale per il dialogo e la democrazia ma anche con un contributo alla sostenibilit  e alla qualit  della vita”.
” straordinario che di fronte alla drammatica emigrazione intellettuale che ha colpito la Campania ci siano giovani disposti a creare strategie e nuovi itinerari per il futuro ha dichiarato Nino Daniele, assessore alla Cultura di Napoli quello del Festival è un modello virtuoso che si deve espandere perch chi fa informazione ha una grande responsabilit  che deriva dal potere di formare l’opinione pubblica e indicare alla societ  la giusta strada”.
Durante la cerimonia di apertura è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha sottolineato l’importanza dell’indipendenza dell’informazione da qualsiasi potere e la necessit  di regole chiare che regolino il giornalismo e tutelino il lettore contro l’informazione liquida e spesso poco attendibile della rete.
Cuore pulsante del Festival è stata la giornate di sabato che ha visto l’alternarsi di laboratori e conferenze dalle 9.30 alle 21. Temi centrali lavoro, nuovi media, Europa, donne e accesso alla professione, seconde generazioni e loro diritti, indicazioni e consigli pratici per migliorare la propria formazione a livello europeo o realizzare un periodo di lavoro o apprendistato di qualit  in Europa. Sabato mattina infatti Commissione e Parlamento europeo si sono raccontate nel panel “Studiare giornalismo e lavorare in Europa le opportunit  offerte dalle istituzioni Ue e dai grandi player del settore” mentre corrispondenti della stampa estera in Italia e altri esperti del tema hanno parlato delle abilit  e delle competenze richieste per poter qualificare il proprio curriculum a livello internazionale e poter lavorare in Europa e nel mondo.
A seguire l’incontro “Nuovi media, nuove professioni, nuove imprese dal giornalismo 2.0 alla comunicazione istituzionale, quali opportunit  in Italia e in Europa?” durante il quale sono state raccontate alcune fra le più interessanti esperienze di crossmedialit  e imprenditoria giovanile nei nuovi media con l’obiettivo di delineare soluzioni innovative alle criticit  del settore, inquadrare le difficolt  nel fare impresa ma anche le opportunit  apportate dal lavorare su scala internazionale, nuove modalit  di inchiesta giornalistica e professioni legate ai nuovi media nelle amministrazioni pubbliche e alla comunicazione istituzionale.
Il festival si è concluso domenica con il delicato tema dell’equo compenso e dell’accesso alla professione, purtroppo ancora centrale e senza soluzione all’interno del dibattito sull’evoluzione del settore.
Enzo Iacopino, Ottavio Lucarelli, Giovanni Rossi, Ciro Pellegrino, Paolo Butturini, Erminia Mazzoni, Giovanni Legnini e altri hanno cercato di mettere a fuoco la situazione del giornalismo italiano a un anno dalla scorsa edizione del Festival, impegnandosi a trovare una soluzione entro fine anno all’inquadramento della professione e all’equo compenso.
Tante promesse, tante critiche, tante proposte e nuove opportunit  hanno caratterizzato questa seconda edizione del Festival informazione e comunicazione si confermano driver della globalizzazione e necessitano di continui investimenti e aggiornamenti per assolvere al loro compito e il Festival del Giornalismo Giovane si configura come luogo ideale all’interno del quale portare contributi concreti alla professione.

In foto, un momento della conferenza di chiusura del Festival e, in basso, la pattuglia dei Friarieli ribelli napoletani sulla scalinata di Montesanto dopo l’operazione di guerrilla gardening che ha inaugurato l’edizione 2013