La Riserva degli Astroni si estende su una superficie di 247 ettari a pochi passi da Napoli, nel Comune di Pozzuoli. Una delle quattro riserve naturali statali della Regione Campania gestita dal WWF (Castelvolturno, Tirone Alto Vesuvio e Valle delle Ferriere).

Al suo interno si erge il cratere vulcanico dei Campi Flegrei ed ai suoi piedi lo scorrere di tre laghetti ed altrettanti rilievi.

Immerso nella vasta area flegrea in un clima tipicamente mediterraneo che favorisce una particolare ed inedita flora, oltre ad una fauna, sia stanziale che migratoria, da conoscere e da cogliere.

Il simbolo di questa oasi naturalistica scelto dal WWF è il picchio rosso maggiore che assieme alla gallinella d’acqua, alla ghiandaia e al pettirosso hanno come unico punto di nidificazione proprio la Riserva degli Astroni.

In verit , nel corso dei secoli, proliferava una fauna ricchissima con specie di animali addirittura non autoctoni come il cervo guanaco, l’antilope e la gazzella oggi completamente spariti a causa del bracconaggio, considerato reato solo ora, in era moderna, a tutela della protezione della selvaggina come patrimonio indisponibile dello Stato.

Ma l’esclusiva campana della nidificazione, che ha come rotta migratoria la Riserva, è contesa da numerose specie di passeriformi come gli Aironi, Garzette, Alzavole, Marzaiole, Falchi di Palude ed una particolare anatra detta “moretta tabaccaia” che nidifica a settembre.

La moretta è un’elegante anatra tuffatrice con occhi color giallo oro che esprimono tutta la versatilit  del loro destreggiarsi per catturare le piccole prede di cui cibarsi. Esistono palizzate di legno con apposite feritoie per poter spiare la nidificazione della moretta che depone fino a 12 uova che cova nell’arco di 25 giorni.

Ma il motivo più alto della sconfinata bellezza degli Astroni, oltre alle meraviglie della natura e delle sua specie, è probabilmente la dimensione di contemplativit  che si respira, il sentirsi più vicini a Dio. In quel luogo silente e meditativo si rimane da soli con i pensieri che volgono lo sguardo lontano da ogni orizzonte, oltre ogni confine fisico e barriera umana. Si rimane con Dio in un dialogo muto.

Occhi chiusi e mente vagante. Uno spogliarsi senza riserve, un lasciarsi andare in libert  di emozioni, un cammino verso “altro” dalla vita, quel diverso riaversi che solo l’abbraccio di Dio può regalarti.

Fino al punto di sentire quasi la voce di quella “certezza” troppo lontana, la fisicit  del suo esserci che si apre a un nuovo parlarti.

Un luogo magicamente vicino alla tua anima che ti aiuta a carpirne l’essenza e a volgere lo sguardo verso quella luce che oltrepassa il buio, che riscalda il tremore delle nudit  perse e imploranti.

Fino a regalarti a un ritorno alle radici, a empi di spiritualit , più ricco nell’anima, meno ferito, più forte interiormente, più fluido nei movimenti e nei pensieri.

Il tutto si interrompe con l’eco di un cinguettio e con un soffio di vento che accarezza il viso come se volesse svegliarlo da quel sonno rigeneratore.

Nella foto, uno scorcio degli Astroni