Lo scenario urbano è Napoli, Posillipo, anni ’90, Villa Aragona, trecentomila api, venti stanze, frutteti, piscina e campi da gioco. Il protagonista è Raul Aragona, imprenditore edile vorace e in grado di assoggettare ai suoi voleri imprenditoriali la politica.
I guai la sua vita, i figli il proprio tormento.
Le api randage è il romanzo di Angelo Petrella, edito da Garzanti, (471 pagine, euro 18,60). Lo stesso autore del volume “La citt  perfetta”.
I giudizi sul prodotto editoriale di Petrella vanno tutti in un senso, dalla critica qualificata ai lettori, tutti a chiosare il linguaggio pulito, scorrevole, audace.
Le api randage rappresentano il destino individuale degli uomini, che si muovono con arroganza in nome del potere e della ricchezza, anche consapevoli che questa strada in fondo porta alla morte, ma “pungere” vale la pena.
Raul ha due figli, Manuel è uno sbandato e combina guai, bevute, feste, locali, cocaina, mentre Matteo, il figliastro, non ne vuole sapere degli affari di famiglia e fa il poliziotto. Si deve fidare di un suo collaboratore, Messina. E’ molto bravo e scaltro.
Raul deve tentare la scalata al più grande gruppo cementizio italiano la VivaFin in mano agli Acquaviva, in disgrazia. Nel pacchetto anche la quota societaria del più grande giornale del sud, IL MATTINO. Il sostegno politico della Democrazia Cristiana.
Nelle pagine che scorrono si infittisce il mistero e gli intrighi, Messina brama per Sveva, la terza moglie di Raul, entra in scena Vincenzo Cammarano, il ricercato numero uno della camorra, che tiene sotto scacco Messina.
All’improvviso la sequenza del racconto si interrompe con flashback che ci riportano a venti-trenta anni indietro. Poi riparte il sequel, proprio come in un film interrotto dalla pubblicit .
Sveva tradisce Raul, Manuel la fotografa e la ricatta, Messina capisce tutto e recupera gli scatti fatti da Manuel. Ma a sua volta ricatta Sveva per venire in possesso dei documenti riservati di Raul per il lancio dell’OPA, la scalata contro gli Acquaviva. Messina deve rendere conto al camorrista Cammarano che, a sua volta, lo ricatta.
Siamo appena a pagina 135, l’italiano scorre gradevole, il libro si ingrossa sul lato sinistro, segno che le pagine si cumulano velocemente.
Il passo narrativo subisce un’accelerata, Messina ottiene da Sveva i documenti riservati di Raul per la scalata sulla VivaFin, Sveva le sue foto. Nel momento dello scambio, i due si rotolano per terra e finalmente Messina concretizza il suo sogno possedere fisicamente Sveva.
Raul, dal canto suo, scopre che suo figlio Matteo sta indagando sulla Banca Ausonia, l’indagine della sua vita, quella che probabilmente lo far  avanzare brillantemente nella carriera investigativa. Ma il caso vuole che Banca Ausonia custodisce i segreti di Raul, da l partono i soldi neri del faccendiere del cemento, da l, per perdersi in mezzo mondo. Flussi finanziari da ripulire, movimentati da Napoli, transitano per Panama, Road Town, Zurigo, passando per societ  di comodo.
Mancano pochi giorni alla chiusura dell’offerta di pubblico acquisto per accaparrarsi la VivaFin, la trama attorno alla più grande scalata di una societ  si fa sempre più stringente. Il concorrente numero uno di Raul, il gruppo che fa capo all’imprenditore John Kruger, posiziona l’offerta e attende i giorni e le ore per vincere sul vecchio.
I personaggi del libro avranno tutti una sorte diversa dopo l’aggiudicazione dell’OPA, sorprendente il finale che consegner  ai lettori una narrativa avvincente, probabilmente una storia vera romanzata.
Ne parliamo con l’autore

PETRELLA L’OSSESSIONE è IL MOTORE DELLA VITA
r.c.

1

Angelo Petrella classe 78, napoletano, laureato in lettere moderne all’Universit  di Roma La Sapienza e dottore di ricerca in letteratura italiana all’Universit  di Siena.
A ventuno anni il primo libro, “Una festa di paese”, ripudiato dall’autore. Cosa significa?
Era una raccolta di racconti che scrissi a 18 anni troppo intellettuale, troppo ingenua per altri versi… Non a caso fu pubblicata da un piccolissimo editore napoletano. Ci vollero altri cinque anni di duro lavoro per diventare finalmente scrittore. Considero unicamente “Cane rabbioso” il mio vero esordio.
Dopo “La citt  perfetta”, grande successo di critica edito da Garzanti, più volte ristampato, tradotto in Francia e dal quale si è ricavato anche un doppio allestimento teatrale nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, arriva “Le api randage”. Leggendolo ho avuto subito l’impressione che si trattasse di una storia vera opportunamente romanzata. E’ cos?
No. Però si tratta di una storia archetipica e forse per questo è cos realistica padri che dimenticano i figli per inseguire folli sogni di potere, figli abbandonati a se stessi e in cerca di veri padri. C’è il lusso e c’è la miseria, c’è l’ottusit  di una borghesia incapace di uscire fuori nel “mondo vero”… E c’è il noir, ovviamente.
Il potere             6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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   B B  èî B è èî B  e la ricchezza quasi sempre falsano i rapporti umani. E’ questo il filo conduttore del libro?

C’è anche dell’altro è l’ossessione il motore della vita. Ossessione per il potere, per l’amore, per la giustizia l’ossessione che è sempre un’arma a doppio taglio, pericolosissima, che ti annienta eppure ti porta a fare grandi cose. “Solo i folli compiono grandi imprese” dichiara l’Avvocato Agnelli ai giornali a proposito di Raul Aragona, uno dei protagonisti del romanzo.
Spieghi l’analogia tra il comportamento delle api e quello degli esseri umani che il libro lascia intuire.
Basta leggere il primissimo capitolo. Le api sono un’allegoria vivente, che appare pochissime volte nel romanzo, ma in maniera vitale cos come un’ape muore se si allontana troppo dal proprio sciame, allo stesso modo i personaggi del romanzo vivono convinti di poter essere autosufficienti o addirittura di poter sottomettere gli altri al loro volere. Raul, Matteo, Manuel e Messina in fondo siamo noi, che scopriamo sempre troppo tardi il segreto della vita la consapevolezza che essa è tragedia, e va rispettata con fierezza e umilt .
Nel corso del racconto più volte le storie si interrompono per dare spazio a dei flashback, quelli che la lingua italiana chiama “analessi”, ovvero spezzare la sequenza cronologica degli eventi per poi riprenderli. E’ solo un artificio retorico della narrazione letteraria o anche altro?
E’ lo strumento narrativo più utile per tirare fuori le motivazioni profonde dei personaggi, ricostruendo la loro storia antica, che poi entrer  a pieno titolo nello sviluppo della trama e si dimostrer  essenziale. Ma non sveliamo troppo ai non-ancora lettori de Le api randage… Qui basti ricordare come il cinema e la tv seriale (uno per tutti “Lost”) abbiano saputo sfruttare questo strumento in maniera estremamente proficua.
Dopo la scalata alla VivaFin, da cui dipendono anche i futuri equilibri di Governo, i personaggi del libro avranno tutti un destino diverso da quello iniziale. Provi ad allargare il punto.
Tutto ruota attorno all’impero della famiglia Aragona, simbolo di quella classe dirigente gattopardesca che tentò di restare aggrappata al potere quando le fondamenta dell’Italia vacillarono. Parliamo dell’annus horribilis 1992, quello delle stragi di mafia e delle inchieste giudiziarie. A distanza di venti anni in realt  non sembra cambiato granch. Forse alcuni equilibri esteriori, politici, sono mutati e le facce appaiono ringiovanite. Ma i padroni del vapore restano sempre gli stessi.
Sta gi  preparando il prossimo lavoro letterario o si è fermato?
S, ma ho i miei riti mentre lavoro a nuove idee. E, all’inizio, preferisco non rivelare troppo…

10 settembre 2012

In foto, la copertina del libro e l’autore