Il concerto di Han Na Chang al San Carlo era atteso dagli appassionati di musica d’arte come uno dei più interessanti della stagione sancarliana.
Le aspettative non sono state deluse la violoncellista coreana, talentuosa e grintosa ha affrontato, con disinvoltura, due pagine densamente complesse.
Il concerto in do Maggiore per violoncello e orchestra ha avuto in Han Na Chang una interprete decisamente all’altezza nella duplice veste solista e di direttore d’orchestra ha letto in profondit  la partitura, di cui ha esaltato la geometrica struttura, evidenziando la sapienza del compositore che ha messo in luce le infinite potenzialit  espressive e tecniche dello strumento.
Nel terzo movimento è brillato il virtuosismo della violoncellista, che ha rivelato doti impressionanti.
La seconda parte del concerto è stata riempita dalla Sinfonia n. 5 op. 5 di Prokof’ev, una delle opere sinfoniche più importanti del Novecento. La musicista ha letto con straordinaria intelligenza la partitura del compositore russo, esaltando il carattere espressivo della pagina, senza trascurare la meravigliosa ricchezza dell’orchestrazione, con l’utilizzo massiccio di ottoni e percussioni. Alla potenza del suono senza sbavature o eccessi tuttavia si associava una lucidissima capacit  di far corrispondere le varie sezioni dell’orchestra e di tenere unito un organico molto esteso. Convinto il consenso del pubblico, che ha esternato il suo gradimento con un lungo e intenso applauso.

Il 24 aprile al san Carlo, Riccardo Muti
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In foto di Luciano Romano, Han Na Chang