Il fuoco sacro dell’arte brucia al Cam, alimentato dall’indifferenza delle istituzioni e dalle difficolt  di azione in un territorio periferico e ostile. La “Fahrenheit napoletana” ha inizio il 17 aprile mille opere d’arte al rogo, una per una,nella sentita speranza di ricevere risposta ad un grido d’aiuto. “Smetterò quando verranno qui il ministro Ornaghi, il presidente della commissione cultura UE Doris Pack e il governatore della Campania Caldoro”, afferma Antonio Manfredi, direttore del museo d’arte contemporanea di Casoria.
Nato nel 2005 dal desiderio di un artista di realizzare nella sua citt  d’origine un luogo di produzione e diffusione della cultura contemporanea, il Cam, dopo un primo iniziale appoggio del Comune di Casoria, è stato poi abbandonato a se stesso, senza fondi e per di più assediato dalla camorra e dal mal costume. Ciò nonostante, negli anni sono state fatte convenzioni con scuole e universit ; al progetto di realizzazione di una “casa del Contemporaneo” hanno aderito artisti di tutto il mondo portando la collezione permanente al considerevole numero di mille opere, tra pitture, sculture, foto, installazioni, video, per un valore complessivo fra i 6 e i 7 milioni di euro.
Ora che i fondi sono esauriti, il Comune di Casoria, proprietario dei locali, ha dato lo sfratto, mettendo cos a rischio la sopravvivenza del patrimonio artistico del Museo e di coloro che nella struttura ci lavorano. Il direttore ha provato ad uscire dall’ombra anche con una clamorosa richiesta d’asilo politico fatto un anno fa alla cancelliera Merkel.
A febbraio l’annuncio dei roghi è accompagnato dalla distruzione di un’opera dello stesso Manfredi ma nulla succede. Marted 17 aprile alle ore 18 viene incendiata la prima opera della collezione, dell’artista francese Sverine Bourguignon.
Seguono il 18 aprile un’installazione di Rosaria Matarese e il 19 aprile a Roma, nella trasmissione di La7 “Piazza Pulita”, brucia una fotografia di Filippos Tsitsopoulos. Continua il 23 aprile al Cam con un acrilico di Astrid Stfhas e poi le opere di Tony Stefanucci, Fabio Donato, Josè D’Apice, Helga Gasser, Mohamed Alaa, Cheikh Moustapha.
Solidariet  in tutta Europa, dalla Bulgaria alla Spagna, dalla Turchia all’Ungheria e all’Inghiltella, gli artisti si stringono intorno al cerchio della protesta. Non mancano i commenti e le amarezze di chi pensa che questo tipo di presta sia soltanto una macchinosa trovata pubblicitaria per attirare l’attenzione della stampa e c’è chi definisce il suo artefice il “becchino dell’arte”. Manfredi si difende “Sacrifico con immenso dolore alcune opere nella speranza di salvarne altre che altrimenti andrebbero a marcire in deposito”, sostituendo la morte veloce del rogo alla morte lenta della noncuranza.

Riportiamo di seguito le prossime azioni

Marted 8 maggio alle h18.00 al museo CAM Qing Yue, Cina

Mercoled 9 maggio alle h18.00 al museo CAM Iabo, Italia

Gioved 10 maggio alle h13.00 a Scarpia-Crdoba, Spagna
MOVALATEX_CAM Art War Artisti Manuela Jodral, Felipe Gutierrez, Juan Jurado Granados, Miguel Angel, Moreno Carretero, Jess Leiros, Javier Hidalgo, Antonio Blzquez; Video di Antonio Polo
Gioved 10 Maggio ore 15.00 a piazza dei Martiri "CAM Art War Naples". Decisi a contrastare l’indifferenza dei governi verso l’arte e la cultura, condividendo la battaglia del museo CAM, gli artisti napoletani distruggeranno le proprie opere d’arte nel centro di Napoli unendosi a quanti sacrificano i propri quadri in tutto il mondo.

Gioved 10 maggio alle h18.00 ART WAR Live L’azione di protesta e di solidarit  verr  trasmessa in diretta su internet su www.pass-page.com
7 maggio 2012

Aggiornamento del 10 maggio
Nelle foto in alto, da sinistra, l’incendio del lavoro di Fabio Donato e in basso opere distrutte in pazza dei Martiri, a Napoli.