Le colpe dell’anima e quelle del mondo intero. Il rimorso per non essere riusciti a salvare una vita e, quello ancor più intenso di aver lasciato morire un paese tra le macerie, per averlo fatto scomparire dalle carte geografiche. Il monologo “Colpe”, scritto da Antonia Fiorenzano, è un viaggio che attraversa l’anima di ciascuno di noi e della moderna societ  in cui viviamo. Nello scenario tragico della guerra in Bosnia, le vicende personali di una donna si mescolano al dramma di un paese sconfitto e tradito dall’Europa, in un susseguirsi di colpe, rimorsi e rimpianti per ciò che si poteva fare e non si è fatto, per le evitabili eventualit  divenute realt , dure e crude, impossibili da cancellare e capaci di lasciare il segno nella coscienza personale e collettiva. I ricordi della guerra, le case distrutte e le grida dei feriti riaffiorano improvvisamente nella mente della protagonista, e come il fischio delle bombe, irrompono nella sua quotidianit , nella sua vita ricostruita altrove, lontana dai luoghi del dolore, nella speranza, rivelatasi poi vana, di fuggire dai rimorsi. Scacciare via le proprie colpe si rivela inutile, cos come l’allontanamento dai luoghi amati e oramai distrutti. Il turbine di violenza supera tutti i possibili ostacoli e giunge sino a oggi, ponendo la vita della protagonista dinanzi ad un nuovo bivio, dinanzi a nuove scelte, che produrranno altri rimpianti e altri sensi di colpa. Diretto da Marco Prato e interpretato da Titti Nuzzolese con la presenza scenica di Maurizio D’Ago, le musiche e le videoproiezioni realizzate da Mariano Caiafa e il trucco firmato Andrea Borgia, “Colpe” sar  in scena dal 24 al 26 ottobre al teatro San Carluccio di Napoli, via San Pasquale a Chiaja nell’ambito della rassegna “La Corte della Formica”.

Sopra, la locandina dello spettacolo, in basso, Titti Nuzzolese durante le prove (foto di Maria Volpe Prignano)