Si inaugura oggi alle 18.00 la mostra Canto Orfici miti e memorie di Salvatore Ciaurro, nella galleria VideoArte 49 (Via Lungo Gelso 49- Napoli), a cura di Luigi Grossi e Ilaria Sabatino.
Il tratto sapiente racconta un percorso artistico lungo anni e l’ispirazione è la poesia di Dino Campana, in particolare i Canti Orfici. Guidando lo spettatore in un viaggio nella letteratura classica, nella mitologia, di cui Orfeo è uno dei protagonisti. Interverranno il filosofo Ernesto Paolozzi e il critico Nino D’Antonio.

Si è tenuta ieri, invece, alla libreria Loffredo, la seconda presentazione del libro di Marco Ciampo “Gioco sulla spiaggia” (Edizioni Multimedia) ritratti del nostro paese i guerra, offerti da un reporter che sul campo di battaglia ha vissuto per anni, per il Corriere di Napoli e per Il Mattino.

“Piccoli grandi storie… Negli ultimi racconti lampeggiano i mercenari, i non razzisti che pestano i lavavetri tanto fastidiosi – scrive Pietro Gargano nella prefazione – il caporale Hans Gonzales cui il perfetto addestramento nei reparti speciali non risparmia la morte per mano di “selvaggi” malarmati. Guerre infinite. Nel narrarle, Marco Ciampo adopera l’esperienza del giornalista, resta cronista pur facendo letteratura, senza aggettivi, senza compiacimenti. E come si fa a compiacersi se la guerra ci resta dentro e non se ne andr  mai?”

“Chi ha vissuto la guerra e se ne ricorda racconta l’autore rimane molto colpito e interessato dal libro. Ma gli altri spesso non ci credono che le cose siano andate come le ho raccontate. In generale ho notato che finch al governo ci sono state persone che avevano memoria della guerra, l’Italia non ha partecipato a nessun conflitto. Da quando al ministero degli esteri ci sono state persone che non avevano vissuto la guerra siamo andati i Iraq e siamo andati in Afghanistan dove il nostro intervento non sar  produttivo, sar  dimenticato in breve e aumenter  il buco nel nostro bilancio pubblico”.

E sul confronto con il pubblico Ciampo commenta “C’è una sorta di scetticismo nei confronti di chi pur vivendo a Napoli, non scrive di mozzarelle, mandolini, vecchie zie e camorra. I vivo a Napoli e parlo della guerra”.

Nell’immagine in alto, particola di un dipinto firmato Ciaurro