di Dino Izzo che si parla in questi giorni, fondatore negli anni ’80 del Gruppo Virus di Napoli e brillante pittore si potrebbe definire surrealista, ma in fondo semplicemente napoletano. E sar  proprio una delle chiese più belle del Centro Storico, la chiesa Sant’Anna dei Lombardi in Piazzetta Monteoliveto, a ospitarlo dal prossimo gioved (17 ottobre) per un intero mese. L’esposizione, intitolata “Capitolo X” in riferimento ai titoli “letterari” delle altre opere, sar  inaugurata il 17 ottobre 2013 alle ore 18. La sua ultima mostra datata dicembre 2008, non è da sottovalutare, fu catalogata dall’editore Cronopio in una raccolta intitolata non a caso “Capitolo IX”.
Quella di Dino Izzo è una pittura particolare, sui generis, surreale e profondamente sentita. L’artista, che parte sempre dalle matite, sottolinea il sentimento e tutto ciò che intende esprimere con pennellate decise e molto marcate, quasi a sottolineare la volont  di esprimersi e lasciare che il pubblico capisca il suo messaggio a primo impatto.
Ciò che più colpisce dell’artista napoletano sono i titoli di ciascuna opera. Difatti, riconducendoci al titolo dell’esposizione tutta, Dino Izzo accompagna ogni lavoro pittorico con una sorta di descrizione racchiusa nel titolo, talvolta un vero e proprio paragrafo introduttivo. E quindi ci ritroveremo di fronte a didascalie come “Gruccia in preghiera”, in cui l’autore fa riferimento all’interrogazione personale sulla propria fede, o ancora “Il nascondiglio degli angeli” in cui l’artista si rif  a Natalie Sarraute e alle sue conversazioni e sottoconversazioni, ai nostri pensieri non detti e che non emergono mai nei discorsi nel luogo mentale dove possiamo pensare si nascondano gli angeli.
Ma in generale i lavori in mostra sono accomunati tra loro dal fatto che sono tutti scorci quotidiani che analizzano la realt  da differenti punti di osservazione, fino a rivelare la tangibile esperienza dello spazio ed il comune modo di appartenergli.
Viene naturale comunque chiedersi come mai questo continuo riferimento letterario, sebbene da un punto di vista strutturale. «Oltre che pittore – spiega Izzo – sono anche lettore della specie bibliomane. Traccio dei segni a cui attribuisco un titolo suggerito dalle forme che intravedo. I titoli, l’archivio letterario dell’arte, mi forniscono il tema delle opere che siano quadri , installazioni, video e testi». Non resta, dunque, che andare a visitare la mostra.

Per visitare la mostra da gioved 17 ottobre 2013 a domenica 17 novembre 2013,
luned – sabato ore 10,00 /13,30-14,00/16,00
domenica ore 9,00/11,00,12,00/13,00.

In foto, "Gruccia in preghiera"