Pubblichiamo di seguito l’intervento degli avvocati Luciano Santoianni e Riccardo Sena impegnati a sostenere a Napoli le ragioni degli immigrati, realt  in crescita in una citt  a tratti aspramente xenofoba.

L’Italia presenta un panorama normativo in materia di immigrazione quanto mai frammentario e confuso, le cui cause sono molteplici. Anzitutto il mutamento subito dal nostro contesto sociale di riferimento negli ultimi decenni, ed in secondo luogo le modalit  scelte per regolare la materia. L’essere Paese di immigrazione solo dall’inizio degli anni ’90, infatti, spiega chiaramente perch il diritto degli stranieri risulti ben lontano dall’essere sedimentato, e sia invece ancora oggi in itinere.
Inoltre, a eccezione della Legge 943/1986 e dell’intervento organico operato con la Legge 40/1998, si è scelto di regolare l’immigrazione ricorrendo a strumenti normativi d’urgenza e straordinari, quali decreti legge, pacchetti sicurezza e sanatorie, e ancora l’ampio uso che continua a farsi delle Circolari, complica ulteriormente la questione. Il risultato di questo approccio è che il diritto dell’immigrazione non si presenta come corpus a se stante, non basta ricercarlo all’interno del Testo Unico, che pure subisce variazioni ad ogni mutar di governo Esso risulta rintracciabile tra le fila del diritto civile, del diritto amministrativo, del diritto penale, ed in tutto quanto stabilito in sede comunitaria, internazionale e dalle leggi regionali.
Con la riforma del Titolo V della Costituzione, infatti, è stata attribuita alle Regioni una competenza molto ampia sull’immigrazione, o almeno su una parte di essa, tanto che la Corte Costituzionale è addivenuta a diverse pronunce volte a delimitare la competenza concorrente di queste con quella dello Stato.
Di fronte a un sistema di fonti cos “esploso”, enorme risulta essere la difficolt  dell’Avvocato nel rintracciare la norma di riferimento, contestualmente però la domanda di giustizia da parte degli stranieri è in aumento, ed è di certo meritevole della più attenta tutela in sede giurisdizionale Si auspica inoltre l’istituzione di una commissione per i diritti umani, le libert  civili e l’immigrazione presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, al fine di monitorare le evoluzioni legislative in materia, al fine di mantenere la classe forense continuamente aggiornata.
Sarebbe auspicabile, inoltre, una normativa di legge più umana, che consideri gli immigrati come persone e non come numeri, che regolamenti finalmente in maniera compiuta il diritto d’asilo, attualmente sottoposto all’arbitrio puro, che offra la possibilit  di regolarizzazione a tutti gli immigrati che vengono in Italia con l’intenzione di lavorare onestamente.

Nella foto in alto, un gruppo di immigrati