La precariet  aguzza l’ingegno e nel sangue napoletano di precariet  e di ingegno ne scorrono da sempre. Sar  perch la bellezza ci circonda, sar  perch la stabilit  e la sicurezza non ci appartengono, ma crescere ai piedi del Vesuvio vuol dire prima o poi inventarsi qualcosa.
E’ questo il caso di Alessandra Carratù: ventinove anni, una laurea in scienze naturali con tesi in botanica sistematica, poi una seconda laurea nella stessa facolt  ma con il nuovo ordinamento per stare dietro alle schizofreniche riforme, un’esperienza di ricerca universitaria deludente dal punto di vista delle prospettive concrete e poi una gravidanza. Aspettare il lavoro giusto non si può e allora Alessandra si rimbocca le maniche e con gli studi nel cuore si mette a lavorare come commessa in un negozio di Chiaia.
Una storia come troppe in citt  ma una scintilla creativa brilla nelle sue mani, da sempre ci sa fare con le riparazioni, le piace anche eseguire lavori di muratura ma soprattutto aggiustare: da brava ambientalista promuove riciclo e riutilizzo e allora alle prese con lo smaltimento di circuiti elettrici di piccoli elettrodomestici in disuso si è inventata il bijoux.
Alzi la mano chi non ha in casa una vecchia radiolina o un telefonino che non funziona più, bè Alessandra li trasforma in gioielli, li osserva con il suo occhio incantato e cos “le schede elettriche con tutti quei circuiti colorati ricordano i riflessi dorati dei quadri di Klimt”.
Saper individuare una seconda esistenza per oggetti da buttare è il suo talento, se si aggiunge una dose di buon gusto il risultato è assicurato. “Ma in una citt  come Napoli racconta- non è semplice diffondere questo genere di creazioni, perch la gente si mette in fila per le griffe e per i gioielli fatti in serie…”.

In pratica nel tempo della crisi economica e dell’emergenza rifiuti si continua a consumare e a produrre immondizia, perch allora non abbracciare la filosofia del riciclo di tendenza e indossare un gioiello davvero limited edition?

Per saperne di più, contattare Alessandra Carratù: alessandra.carratu@libero.it

Nelle immagini alcune creazioni di Alessandra Carratù