Pima che cominci lo spettacolo, irrompe nel foyer l’inquietante figura di Lady
Priscilla, maschera isterica interpretata da Stefano Ariota,l’urlante attore che
invita e accompagna come una perfetta padrona di casa noi spettatori nel
teatro. Una volta seduti ci troviamo di fronte una scena, curata nei minimi
particolari, con colonnati dorati, pavimento dorato, sul fondo un lettone,
praticamente una casa borghese del1500,
Inizia la storia, (liberamente ispirata a ( “Romeo and Juliet” di Shakespeare.
Interpretato da attori uomini secondo la tradizione del teatro elisabettiano.)
scritta in un linguaggio che ricorda a tratti il Basile, a tratti G.B.Cortese.
Insomma un babelico idioma arcaico che il bravo attore, regista,autore e
scenografo Giovanni Piscitelli ha portato in scena al Teatro Spazio Libero.
Bello lo spettacolo surreale, scritto con ricercatezza della parola, una
rivisitazione (in parte) di Giulietta e Romeo. Intrighi, vendette, veleni,"
peccatori salvati da un amore dannato". Gli attori Stefano Ariota. Giuseppe
Ariano, Rebecca Salmoni. e lo stesso Piscitelli si muovono in scena come
fantasmi che aleggiano nella casa borghese che poi si trasforma nel
fondaco di Rosalina , prostituta blasfema, donna Madonna, figura esile che
sembra quasi volteggiare sul palco (intrerpretata da G.Piscitelli). Anche i
costumi si fondono con la raffinatezza della messinscena, ricordando i dipinti di Rubens.
Interessante, toccante e inquietante il finale con il monologo di Rosalina che
bestemmia verso un Dio ingiusto che le ha negato l’essere bambina, l’essere
donna. E alla fine minaccia quasi di partorire un antiCristo.
Applausi calorosi del folto pubblico, attento e ammirato. Una
canzone musicata e scritta da Leonardo Da Vinci e cantata da Ornella Vanoni
mette fine alla pièce. L’autore promette di riproporla (visto il successo di spettatori e
di critica) per qualche data estiva e nello stesso Spazio Libero nella stagione
teatrale prossima

In foto, la locandina