La festa di Piedigrotta ha radici antiche e molto suggestive. Era la festa in assoluto più famosa: nel Settecento personaggi illustri arrivavano a Napoli da ogni parte d’Europa per la sua celebrazione e riempivano i loro taccuini di viaggio con annotazioni dedicate all’evento. Il primo documento letterario dedicato alla Madonna di Piedigrotta risale alla met  del XIV secolo e ha per autore Giovanni Boccaccio. Il valore straordinario di questo testo risiede nel fatto che è il primo documento noto integralmente scritto in lingua napoletana e datato 14 dicembre 1339. Il testo di Boccaccio, dunque, attesta che nel Trecento il culto della Madonna di Piedigrotta era gi  consolidato a livello popolare.
A testimoniare l’importanza che la festa aveva assunto nel corso degli anni, alla tradizionale “parata di Piedigrotta” partecipavano anche dignitari del regno e, in alcune occasioni, gli stessi regnanti.

Una delle principali attrazioni dell’evento era la gara tra i cantori, una tradizione che si tramandò finch la festa di Piedigrotta divenne nel XIX secolo il momento di massima espressione della canzone napoletana classica, che conobbe i suoi anni d’oro tra il 1890 e il 1910, gli anni di Salvatore Di Giacomo e Libero Bovio. Nel 1952 venne introdotto, in concomitanza con la festa, il Festival della Canzone Napoletana, che si svolse fino al 1970, data in cui incominciò il declino della festa, che fu sospesa nel 1982.

Poi nel 2007 rinasce la nuova Piedigrotta per iniziativa del Comune di Napoli, con la sfilata dei carri allegorici, i fuochi d’artificio, il concerto a Piazza Plebiscito. E tante polemiche sull’opportunit  di riproporre la festa.

A quella che è stata definita “la festa delle feste” è dedicato il libro di Maurizio Ponticello “I misteri di Piedigrotta” (Edizioni controcorrente, pagg. 468, euro 20), che intende riscoprire le origini della festa, i miti ad essa connessa. L’autore, un giornalista e scrittore che alle leggende e ai misteri di Napoli ha gi  dedicato recentemente un saggio di grande successo, “Napoli la citt  velata”, ha voluto utilizzare vari studi interdisciplinari, dalla mitologia alla storia delle religioni comparate, dall’antropologia all’etnologia, dall’alchimia all’analisi del simbolismo. Ponticello nel libro spiega le ragioni di tale scelta: “Piedigrotta ha in s una parte importante delle radici della citt , quindi era necessario rintracciare e ridare vita alle fonti. La vicenda di Piedigrotta è una storia piena di lacune, omissioni, falsit , polemiche e depistagli”.

In particolare Ponticello sottolinea la mancanza di attenzione della recente pubblicistica alle fonti originarie della festa e l’interpretazione fuorviante che ha attribuito l’origine di Piedigrotta ai baccanali che si celebravano in onore del dio fallico Priapo, dovuta a una errata valutazione di un frammento del Satyricon di Petronio, forzatamente legato dalla critica alla crypta neapolitana, ovvero alla grotta di Virgilio. Come scrive l’autore, “il culto e i tratti della festa di Piedigrotta, anche quelli più antichi a noi pervenuti, non hanno i tratti fondamentali di un culto priapeo, pertanto non è comprensibile questo accanimento se non mosso da una precisa volont  denigratoria”.

Un destino, quello della festa, che appare emblematico perch legato al destino di una citt  quale Napoli: le celebrazioni e la gloria a cui sono seguite le manipolazioni e il progressivo decadimento, la passione popolare sfruttata ad arte da regnanti e politicanti, le verit  storiche occultate da menzogne e luoghi comuni, il fascino dei misteri e degli enigmi storici banalizzati da arbitrarie interpretazioni di comodo che hanno mistificato il significato profondo della festa e trasmesso un messaggio fuorviante alla popolazione.

Ne è una dimostrazione la scarsa consapevolezza dei cittadini napoletani circa l’importanza storica della festa di Piedigrotta, conosciuta soprattutto come competizione canora e vetrina della melodia partenopea. altrettanto significativo che da circa sessant’anni non si pubblicava una monografia dedicata specificamente all’argomento, a testimonianza della scarsa attenzione che le istituzioni e il mondo culturale hanno prestato all’evento, lasciando che la festa naufragasse lentamente verso l’oblio e la soppressione.

“I misteri di Piedigrotta” recupera il fascino inesplorato di una storia che nasce nelle viscere di Napoli e conduce il lettore in un percorso attraverso il mito, con l’ausilio di documenti inediti che consentono nuove chiavi interpretative.

Il richiamo dell’autore all’esigenza di studiare le origini della festa per comprenderne il significato profondo è un messaggio di grande attualit , perch suggerisce al lettore l’esigenza di riappropriarsi delle proprie radici in una fase storica caratterizzata dallo smarrimento della propria identit . Uno sguardo al passato per capire meglio il presente.

A seguire, l’intervista con l’autore

Maurizio Ponticello è un giornalista e scrittore napoletano, ha lavorato come redattore e corrispondente di varie testate nazion            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNO» OJe
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“I misteri di Piedigrotta” nasce per recuperare le radici autentiche della festa?
“Ho scritto questo libro perch avevo voglia di fare chiarezza su argomenti che considero vitali per la storia della citt  di Napoli. Nel corso degli anni si è fatta risalire la festa a un culto inesistente, è stata una scusa per mettere il bavaglio a Piedigrotta. Infatti la festa è stata cancellata a più riprese dal calendario”.

Ancora oggi tutte le fonti fanno risalire l’origine di Piedigrotta ai baccanali che si celebravano in onore del dio Priapo. Anche il sito internet della festa conferma questa interpretazione…
” prevalsa purtroppo una vis polemica che ha cercato di liquidare con poche battute la festa più antica, che da sempre è definita celebrativa del nume fallico Priapo. Però Priapo era una divinit  minore, associato alla protezione dei campi e propiziatore di fecondit , un essere deforme e boccaccesco, quasi da burla per i suoi attributi grotteschi. Quindi alla base vi è sempre stata una chiara volont  denigratoria della festa”.

Di chi sono le responsabilit  maggiori per questa denigrazione?
“La chiesa ha una responsabilit  fondamentale e ciò emerge dai documenti. Anche le istituzioni laiche hanno contribuito a quello che io definisco un vero e proprio vilipendio. A un certo punto la festa è stata messa in un recinto e collegata alla canzonetta popolare”.

Perch il declino della festa incomincia con l’affermazione della manifestazione canora?
“Perch significa l’imborghesimento della festa, che perde la sua tradizionale dimensione contadina. stato un modo per sopprimerla, per incatenare e indirizzare l’energia sacrale e vibrante nel regno canzonettistico, che è però un altro mondo. Invece avrebbe avuto un senso autentico e non pittoresco lasciare in vita la cerimonia più antica e affiancarla ad una rassegna canora”.

Ci sono altri aspetti che testimoniano il declino della festa di Piedigrotta?
“S, è possibile individuarli per esempio nella realizzazione dei carri allegorici. Durante la fase di preparazione del libro ho potuto visionare le foto dell’archivio Troncone-Parisio, alcune delle quali sono state pubblicate nel testo. Fino agli ’30 dello scorso secolo sui carri erano evidenti le tracce dei simboli antichi della festa di vendemmia e fertilit  legata al culto di Bacco e Dioniso. Oggi, invece, i carri non sono più frutto di spontaneit  popolare ma vengono commissionati. Nell’edizione dell’anno scorso alcuni carri sono stati anche censurati per riferimenti a personaggi politici”.

Gli organizzatori della nuova festa hanno affermato che oggi la Piedigrotta non può che essere un marchio, sul modello del Carnevale di Venezia…
“Ma il Carnevale di Venezia o l’Oktoberfest di Monaco di Baviera hanno una loro tipicit . Invece la festa di Piedigrotta con Elton John, a cui va il rispetto per il grande artista, che tipicit  può avere? Quale ruolo ha realmente la sua presenza e qual è il costo di un personaggio del genere? Dov’è la caratterizzazione di Piedigrotta? Comprendo perfettamente l’idea del marchio, che mi sento anche di condividere, ma non posso accettare l’operazione di marketing che ci sta attorno”.

La Piedigrotta di quest’anno render  omaggio al movimento futurista, con la realizzazione di dieci carri futuristi. E poi c’è la mostra sul futurismo a Palazzo Reale. Qual è la connessione con Piedigrotta?
” quello che mi chiedo anch’io: qual è la connessione con la festa? Il business va benissimo, ma a condizione che ci sia un legame chiaro con le tradizioni della festa. Gli autori e gli organizzatori avrebbero dovuto fare degli studi specifici sulla storia di Piedigrotta, la mostra del futurismo mi pare sia legata a Piedigrotta con una colla molto labile. Tutto andrebbe bene purch si recuperasse l’origine della festa, perch il punto di richiamo per la gente dovrebbe essere Piedigrotta”.

Oggi la citt  ha consapevolezza dell’importanza storica della festa di Piedigrotta?
“No, proprio per i motivi legati alla disinformazione di cui parlavamo prima. I napoletani non sanno che Piedigrotta era la festa più importante al mondo, peraltro l’ultimo libro specifico sull’argomento è quello di Porcaro, che fu edito nel 1958. Il che significa sessant’anni di silenzio sull’argomento, fino alla pubblicazione del mio libro”.

7 setembre 2009

Nelle foto, la copertina del libro e l’autore