La fitta trama di persone partiva dal centro di via Toledo, nel pieno centro storico napoletano, per assistere ad uno degli eventi più importanti e attesi di quest’anno, inerenti la scena musicale internazionale la prima delle due esclusive date italiane di Morrissey, ex frontman della band inglese The Smiths, nonch creatore di un genere musicale tornato in voga negli ultimi anni l’indie rock.
Considerato l’Oscar Wilde della musica per la sua predisposizione a coniugare una poesia decadente all’immediatezza del rock, Morrissey è riuscito a stupire tutti, bissando il sold out dello scorso anno a Roma. Quello tra Morrissey e l’Italia è, in realt , un legame imprescindibile gi  nel 2005, infatti, il cantautore originario di Manchester decise di trascorrere del tempo nella capitale per incidere “Ringleader of the Tormentors”, album di quello straordinario successo che è riuscito a coinvolgere ed ispirare tantissimi gruppi nel corso del tempo.
Napoli lo ha accolto con il calore che di certo la caratterizza. Il Teatro Augusteo, location che ha ospitato un ventaglio di generi musicali nonch spettacoli, ieri sera (mercoled 7 ottobre) ha avuto l’onore di accogliere una delle personalit  più musicalmente in voga tra gli appassionati. Morrissey, attesissimo, ha ritardato di trenta minuti; ma, una volta sul palco, si è esibito stupendo tutti con una performance energica che ha portato avanti senza pause per due ore.
Accompagnato dal chitarrista e produttore Boz Boorer, dal chitarrista Jesse Tobias, da Matthew Ira Walker alla batteria, Mando Lopez al basso e da Gustavo Manzur alle tastiere, il cantante ha cercato sin da subito di creare un contatto col pubblico, arrancando in un italiano stentato, ma ringraziando dopo ogni brano. In scaletta Morrissey ha proposto una ventina di pezzi, tra cui “Suedehead”, “Alma Matters”, “Everyday is like sunday”, tratta da uno dei suoi primi album da solista (“Viva Hate”, 1988), “Ganglord” e “Kiss me a lot”, per la gioia dei suoi fan napoletani che accorreranno a salutare, parafrasando una sua celebre canzone, “The last of the famous international popstars”.

Una vera gioia per gli occhi di coloro che lo seguono da anni. In sala, persone di tutte le et  e persino bambini che, sventolando cartelloni, cercavano di attirare la sua attenzione.

Vegetariano da sempre e da qualche tempo vegano, promotore di campagne a favore dei diritti degli animali, nel bel mezzo dello spettacolo ha particolarmente toccato la sensibilit  degli spettatori con l’inserimento opinabile di un video fin troppo crudo sui macelli e le uccisioni,
in generale, degli animali che ha scaturito non poca polemica nel pubblico che, ciononostante, continuava chiaramente ad assistere all’interpretazione di uno dei brani più famosi del cantautore inglese, “Meat is murder”, tratto dall’omonimo e secondo disco della band nel 1985. Sottolineando, quindi, l’interesse anche sociale e la volont  di trasmettere un messaggio tutt’altro che frivolo. Da mesi, infatti, il songwriter è riuscito a bloccare la vendita di prodotti a base di carne all’Opera di Sydney durante lo svolgimento dei suoi concerti.

Ricordiamo, tra le altre cose, che Morrissey, classe ’59, lo scorso anno, poco prima del suo attesissimo tour italiano, fu costretto a cancellare alcune date e a spostarne altre per cause non troppo chiare, in un primo momento, dovute alla sua salute cagionevole.
Nel corso del tempo, però, egli dichiarò di aver combattuto il cancro, che gli erano stati esportati quattro tessuti tumorali e che, arrivato a quel punto, si sentiva più vivo che mai. « Ho avuto delle esperienze scioccanti, ma immagino che sia qualcosa che può accadere a chiunque di noi. Di questi tempi tutti sembrano morire di cancro, credo per colpa dell’inquinamento, delle industrie e della medicina moderna. Siamo tutti sotto attacco». Una persona umile, sicuramente, con un enorme spirito combattivo. E sar  proprio questa esperienza a dare il via alla stesura del suo nuovo album, annunciato dopo “World peace is none of your business” del 2014, che chiss ? magari torner  a registrare in Italia, della quale ha detto « Appena sbarco in qualunque angolo d’Italia, sono felice. Voglio uscire e fare un sacco di cose, mentre in Inghilterra mi raggomitolo e mi rinchiudo in casa. D’altra parte è lo spirito britannico».. Ha confessato di amare Gigliola Cinquetti e Rita Pavone, nonch Pier Paolo Pasolini, che ritiene uno degli intellettuali più importanti di sempre, citandolo nel suo disco.

A concludere lo spettacolo il lancio di una maglia del Napoli, prima, e della sua camicia, poi, ha scatenato la folla che, inferocita, si è avventata sui due capi. Ciononostante, il cantautore ha proseguito col brano finale, “The queen is dead”, canzone composta con la sua band durante gli anni ’80, a salutare i più affezionati.

Un successo senza tempo e senza eguali. Non c’è altro da aggiungere.

In foto, due scatti del concerto.