La Napoli barocca della Natività, oggi sabato 3 dicembre,  alle 20,30, nella chiesa di Santa Caterina da Siena a Napoli: è il concerto che il Centro di Musica Antica Fondazione Pietà de’ Turchini presenta a cura di Paologiovanni Maione con rare pagine sulla Natività di autori del Sei-Settecento e di Scuola Napoletana, eseguite dal soprano Francesca Aspromonte, voce straordinaria nota in altri prestigiosi palcoscenici, accompagnata dall’ensemble Talenti Vulcanici diretti da Stefano Demicheli con il nuovo organico dopo audizioni internazionali. Questo appuntamento, in collaborazione con l’Istituto di cultura italiana di Londra, propone pagine di Angelo Ragazzi, Giacomo Maraucci, Francesco Manfredini e Alessandro Scarlatti, e ancora una versione per soprano e archi di “Quando nascette ninno” di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

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Francesca Aspromonte

Il concerto si focalizza su una tradizione della Napoli barocca. Età gloriosa di Napoli capitale di un Regno noto per le novità artistiche culturali e artistiche, per le prime ricerche archeologiche al mondo di antichi luoghi come Pompei ed Ercolano, per lo studio della lingua e cultura cinese, per le industrie della seta e della ceramica secondo le antiche tecniche della Cina. In quegli anni confraternite, chiese e conventi, con il sostegno finanziario dell’aristocrazia e della borghesia, commissionavano a celebri compositori musiche per riti religiosi sontuosi in occasione di feste di Santi o di Sovrani.
Per la Natività le musiche uniscono originali soluzioni di stile religioso a melodie profane in uso per il teatro o in linea con i gusti del tempo. In quel periodo, il presepe, inventato a Napoli e poi fatto conoscere a San Francesco da un frate napoletano che lo realizzò a Gubbio, aveva presenze di stili classici romani ritrovati negli scavi, abitato dal popolo e dai vari artigiani, bottegai, lavandaie di Antignano.
La cantina, simbolo della lussuria e dei vizi, adiacente alla grotta davanti alla quale sostava una giovane popolana con un sasso avvolto in un panno per neonati, tramutato per miracolo in Santo Stefano, e la vecchia con i ferri per la lana premonitrice dei chiodi della crocifissione.  Il presepe partenopeo ha fascino per essere una macchina da festa densa di allegorie soprattutto pagane o di tradizione partenopea.

Biglietto d’ingresso: 10 euro

Per saperne di più

www.turchini.it/