“Stanco della pubblicità negativa che si fa a Napoli”. Lo ha ribadito oggi dalle pagine locali del quotidiano la Repubblica  Riccardo Muti, intervistato a Capodimonte in occasione della presentazione di “Carta bianca”, rassegna che affida a 10 intellettuali la rilettura di capolavori  custoditi nella Reggia borbonica. L’opinione pubblica si fa un’idea sbagliata di quello che avviene sotto il Vesuvio e immagina che  qui si viva  solo di camorra e non di cultura, coraggio e voglia  di futuro.
Così il lavoro di tanti viene dissolto nel processo mediatico che punta a  mettere in luce solo la violenza di una città unica al mondo per il suo talento e la sua storia. Di questa e di come  valorizzarla si parla al museo archeologico nazionale di Napoli (foto) domani e dopodomani (14 e 15 dicembre) durante l’ottavo convegno internazionale dell’associazione  italiana esperti scientifici beni culturali (aies) dal titolo Diagnosi, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Cinque le sessioni tematiche dell’incontro raccolte poi negli atti del convegno: musei, dedicata proprio alla valorizzazione dei siti museali anche alla luce delle novità introdotte dalle riforme Franceschini; tecnologie per i Beni Culturali: dove vengono presentate le innovazioni soprattutto nel campo della diagnostica al fine di migliorare la conoscenza e quindi ottimizzare i processi di valorizzazione; tesi di Dottorato, introdotta quest’anno, questa sessione dà spazio ai giovani Dottori di ricerca ed ai loro lavori di tesi, consentendo di presentarli ad una platea di accademici, esperti di settore ed aziende; siti di carattere culturale: i cui contributi vertono sulla complessità della valorizzazione che riguarda tutti quei siti di pregio che vanno però inquadrati in un’ottica più ampia anche di collateralità alle grandi istituzioni culturali e museali; Poster: durante tutta la durata del convegno, nella sala adiacente, la sessione poster è in continuo al fine di poter dare a tutti la possibilità, in qualunque momento, di seguire i lavori e, eventualmente, discuterli con gli autori.
Ci saranno approfondimenti tecnici su temi di attualità (social network per la valorizzazione, nuove forme di comunicazione) e studi dettagliati (Studio sul Salone della Meridiana, La Chimica nella Pittura Parietale Pompeiana, La Valorizzazione del Toro Farnese, Il laboratorio di chimica per i Beni Culturali della Federico II).La mattina del 15, in apertura, saranno anche presentati il Centro universitario europeo per i beni culturali e la partnership tra Aies e Palazzo Spinelli per il Salone dell’arte e del restauro di Firenze.
Infine, un momento di spettacolo nella sala del toro Farnese. Va in scena Il folle canto di Dioniso a cura della compagnia teatrale musicale Artisti Cilentani Associati, nata a Pisciotta nel 2004 da un idea del musicista/arrangiatore Mauro Navarra e della cantante/attrice Alina Di Polito. Una realtà ormai radicata nel panorama artistico campano con produzioni anche inedite di teatro, canzone e musical, in italiano e inglese.
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