Ormai se ne  sono accorti in molti. Con la  cultura si  può guadagnare. E parecchio. Basta costruire sinergie e strategie giuste. All’estero è pratica corrente. Un esempio per tutti: Salisburgo che, grazie a Mozart a tutta la musica intorno al mito, ha costruito un impero turistico che produce denaro grazie pure ai coloratissimi cioccolatini ispirati ad Amadeus e alle gentili sembianze di sua sorella Nannerl.
Di quanto possa essere fondamentale per il nostro paese e in particolare per Napoli che  non solo è concentrato di bellezza, ma anche di arte e talenti, si parlerà giovedì 25 gennaio, dalle 9, nella sala conferenze dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, in piazza dei Martiri 30, nel corso di un convegno su Impresa cultura.
Sarà l’occasione per presentare il tredicesimo  rapporto annuale Federculture 2017 e per dare vita a una tavola rotonda con alcuni dei protagonisti della cultura in Campania.
Sul tavolo del dibattito, l’opportunità di sviluppare attività consapevoli di gestione dei luoghi della cultura, attivando azioni di innovazione e sostenibilità economica, con il supporto e la consulenza del commercialista verso una nuova dimensione di sviluppo consapevole.
Spiega il presidente dell’Ordine partenopeo, Vincenzo Moretta:«La cultura è una risorsa fondamentale per il nostro Paese, svolge un ruolo centrale per la crescita, la competitività e lo sviluppo sostenibile dei nostri territori. Fare buona impresa con la cultura richiede però anche competenze specifiche e supporto tecnico adeguato: in questo senso i commercialisti intendono dare il loro apporto affinché si consolidi la relazione già avviata tra cultura ed economia e far sì che la cultura possa essere veramente al centro di un progetto integrato di sviluppo economico del nostro territorio».

Da sinistra, Riccio, Petrucciani, Moretta
Da sinistra: Riccio, Petrucciani, Moretta

Ma spesso gli imprenditori procedono da soli nel  loro percorso, non riuscendo a concretizzare tutte le loro idee per mancanza di appropriati suggerimenti professionali.  Ecco che a loro viene  incontro il piano messo a punto dagli esperti del settore. «Abbiamo scelto di creare una commissione dedicata alla cultura- sottolinea la consigliera delegata Concetta Riccio-  per analizzare le diverse forme di impresa esistenti e creare soluzioni di supporto e sviluppo in grado di aiutare gli imprenditori ed i futuri neo imprenditori nel loro percorso e sostenere la valorizzazione e sviluppo del nostro territorio».
E aggiunge: «La cultura è uno dei settori che potrà sostenere lo sviluppo dell’economia locale, valorizzando l’unicità di proposte d’arte e mestieri se accompagnato in modo consapevole nella creazione, anche per le piccole e medie imprese, dai modelli economici e di business consapevole».
Secondo Aldo Petrucciani, presidente della Commissione gestione imprese della cultura, «è innegabile che sia uno dei motori primari della nostra economia. La cultura fatta di musei, archeologia, letteratura, cinema, performing art, ma anche di industrie creative e made in Italy: cioè tutte quelle attività produttive che non rappresentano in sé un bene culturale, ma che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività. Come il design, l’architettura e la comunicazione: industrie creative che sviluppano servizi per le altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia, dal turismo al food dando vita ad una cerniera di produzioni creative che va dalla manifattura evoluta all’artigianato. La cultura deve rappresentare la piattaforma per lo sviluppo economico e sociale».
Il rapporto Federculture può offrire una panoramica  delle  potenzialità del sistema produttivo culturale e creativo, indicandone le possibilità di sviluppo imprenditoriale.
All’incontro partecipano: Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani, Claudio Bocci, direttore Federculture; Pierpaolo Forte, presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – Museo Madre di Napoli; Paolo Giulierini, direttore Museo Archeologico di Napoli Mann; Alfonso Andria, presidente Centro Universitario Europeo per i beni culturali; Carolina Botti, Direttore A.L. E.S. .S.p.a. (Mibact); Fabio Borghese, Direttore Creactivitas – Creative Economy Lab; Lello Savonardo, docente di comunicazione e culture giovanili Università Federico II di Napoli; Guido Cabib, direttore artistico Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli; Francesca Amirante, presidente Progetto Museo; Donatella Gallone, giornalista e editrice (fondatrice del mondodisuk); Orietta Palumbo, vicepresidente della Commissione gestione imprese della cultura. Nel comitato scientifico, Clelia Buccico, Gianfranco Frassetto e Lello Savonardo.
In alto, un particolare dell’istallazione di Francesco Candeloro “Nella Luce del Tempo” prorogata al Museo acrheologico di Napoli fino all’8 aprile (foto di Lorenzo Ceretta)