Nel corso della cerimonia di consegna della sua laurea honoris causa in medicina e chirurgia alla Federico II, ciò che emerge con forza è la concretezza di Julia Aguiar. Abituati come siamo allo straparlare, ai fronzoli, all’immagine, siamo colti impreparati dall’intensit  del contenuto, dalla figura di una donna che in modo evidente è abituata più a fare che a parlare, ad agire in emergenza senza concedersi il lusso di temporeggiare e di speculare.
Questa mattina l’universit  di Napoli ha accolto una grande donna di medicina nella sua aula magna, sancendo di fronte al mondo il valore scientifico di una suora schiva, semplice che si è ricordata dei dimenticati, dei bambini e dei poveri dell’Africa. Insegnandoci che non solo di carit  si sfama il terzo mondo ma anche e soprattutto di conoscenza e di coraggiosa ricerca attraverso le quali la Aguiar ha identificato l’ulcera del Buruli e individuatone una cura efficace.
“Un motivo di grande orgoglio per l’universit ” ha commentato il rettore Guido Trombetti, e non sono parole di retorica se riferite a una figura cos lontano dai riflettori come la Aguiar. Enrico di Salvo, ordinario di chirurgia e primo autore del conferimento, sottolinea invece “l’amore che l’Aguiar dedica agli ammalati, un amore semplice e sereno, fatto di una parola calda e prudente, soprattutto verso i piccoli e i poveri, che sono poi i più indifesi”.
Dal canto suo la protagonista commenta “la missione del medico è simile a quella di un sacerdote: avere sempre davanti agli occhi il bene del malato, soprattutto del povero. Il sorriso ritrovato di un bambino e la speranza di vita per un padre o una madre, sono il nostro salario”.
Intenso anche l’intervento di Franoise Portaels, ricercatrice dell’universit  di Bruxelles che non nasconde una profonda commozione: “c’è qualcosa che rende irripetibile il lavoro della Aguiar sottolinea è la componente spirituale del suo essere medico, che è estremamente difficile da ripetere. Questa mattina guardando il Vesuvio ho rivisto in lui la stessa tranquillit  che cela l’incredibile energia che ho visto in Aguiar negli oltre quindici anni di collaborazione”.

Nelle immagini la consegna della laurea honoris causa in medicina e chirurgia a suor Julia Aguiar e gli interventi di Franoise Portaels e Enrico Di Salvo