Esponente della body art, Carlos Martiel usa il suo corpo come una tela bianca per esprimere stati d’animo, appartenenza o protesta a un luogo, a una circostanza o ad una realt . il suo “Punto di fuga” in mostra venerd 22 marzo alle ore 19, negli spazi del Museo Nitsch a Napoli (vico Lungo Pontecorvo 29/d). Performance e prima personale europea dell’artista cubano, a cura di Eugenio Viola.
Martiel, classe 1989, vive e lavora tra Buenos Aires e l’Avana, le sue azioni artistiche sono a met  strada tra la body art e l’indagine storico-politica, in particolare riferimento alla situazione cubana, usa il corpo e la fisicit  come stato e corpo sociale, parte dalla sofferenza privata per parlare di sofferenza collettiva facendole alla fine coniugare.
“Il corpo dell’artista diviene un paesaggio da attraversare e percorrere, la sua pelle una tela da personalizzare e penetrare, le sue appendici rami da cui pendono precisi segni di appartenenza il luogo dell’incontro fra codici differenti e molteplici. L’azione diviene uno sforzo di congiunzione tradotto in tensione geometrico-performativa, sofferenza ed estasi quasi mantrica di un corpo declinato nella sua irriducibile alterit “.
La strada e lo spazio pubblico sono i suoi luoghi privilegiati d’intervento e d’azione, garantiti da continue forme di riappropriazione. L’artista cubano si concentra su episodi mirati, volti a intensificare la percezione delle disuguaglianze sociali, spingendo il pubblico ad adottare, inevitabilmente, una posizione ideologica che porta con s le tracce di una situazione determinata, di un contesto preciso. Le sue azioni, come spesso nel magmatico continente latino americano, sono legate ad una forte icasticit  espressiva, assumono gli accenni della denuncia, il sapore della rivolta, e rimandano situazioni sgradevoli, segnali allarmanti del profondo disagio esistenziale nel quale si dibatte la societ  contemporanea. Le sue opere violente, drammatiche, sono caratterizzate da una bellezza disturbante e da una forza quasi catartica che le spinge oltre il commento sociologico o contestuale originate da una precisa localizzazione geopolitica, procedono per induzione dal particolare al generale in quanto fanno riferimento, nostro malgrado, a problematiche globali.

In foto, il giovane artista cubano