Cuore nero. Domani venerd 17 aprile alle 20.45 (in replica fino a domenica) al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli debutta lo spettacolo tratto dall’omonimo testo di Fortunato Calvino (Alfredo Guida Editore), che ne firma anche la regia teatrale. Il testo di Calvino, vincitore del Premio Calcante 2009, è specchio amaro della vita reale, ribadendo come il crimine non paga. In Cuore nero Ferdinando Calvino mette in scena il dolore di Tommaso e Pietro, esponenti della camorra e omosessuali, vittime e carnefici di loro stessi, poich non riescono a rassegnarsi alla propria omosessualit , ma racconta anche il dramma di una discriminazione non essere accettati come omosessuali nel loro contesto sociale.
In Cuore nero si parla di una camorra insolita; una camorra che deve combattere contro l’omosessualit ?
Camorra e omosessualit  da sempre incompatibili. In questo Cuore Nero l’omosessualit  dei due protagonisti rappresenta “il dolce”, la vita, nell’illegalit , l’amaro.
I suoi testi affrontano dolore e violenza del capoluogo campano…
Dal 1994 che scrivo testi che affrontano tematiche sociali e drammi del territorio campano come in Cravattari, Malacarne dove si affronta l’universo femminile malavitoso… e infine Cuore Nero. Questo è un nuovo tassello della mia drammaturgia sul degrado e sull’ispirazione sociale. Riflette una mia esigenza di descrivere questo mondo della camorra pieno di sfaccettature e contraddizioni, ma diventa anche specchio di una realt  degradata, tra solitudine e sopraffazione, dove amare sembra una colpa, una bestemmia.
Degrado, emarginazione, arroganza e violenza della camorra, ecco la citt  dei suoi racconti… Cosa fare per restituirle splendore ?
Due aspetti fondamentali per la ricchezza di Napoli sono la cultura e il lavoro che dovrebbero essere rilanciati dalle istituzioni locali. Lavoro e cultura vanno a braccetto il lavoro serve a dare autonomia e libert , in modo da non cadere nelle grinfie della malavita. La cultura, invece, apre la mente fa capire che certe deviazioni sono da rigettare.
Un’immagine scenica di questa violenza…
Il dolore delle madri raccontato in Madre Luna dopo la perdita dei loro figli morti nel 2000 a Pianura. Due ragazzi ammazzati perch scambiati per guardaspalle dei boss di quel quartiere. Il dolore infinito di queste madri che hanno perso i loro figli senza un valido motivo sintetizza il dolore e la violenza di Napoli…
Un’immagine positiva della citt …
I giovani e la loro voglia di emergere al di l  dei confini del territorio campano. La speranza è riposta nei nostri ragazzi… che possono essere educati nel progetto di legalit  futura in cui crediamo.

In alto, Fortunato Calvino

Per saperne di più www.nuovoteatronuovo.it