Superficiali e tracotanti. Protetti da un camice bianco che sembra dar loro il controllo di vita e morte sul paziente. Guardano dall’alto della loro laurea, specializzazione e esperienza anche i famigliari di chi deve per forza ricorrere alle loro cure. Fanno sognare i giovani che sono in cerca di una strada e scelgono la loro perch sono convinti cos di siglare con il futuro un patto sicuro, carico di soldi. Parole pesanti, dure, forti che trapassano il cuore come uno stiletto quelle di Maria Giovanna, moglie di Aniello Montano, filosofo gentile dal sorriso malinconico e dal pensiero. Rimbombano nella sala del magnifico Palazzo Migliaresi che sorge nel rinato Rione Terra, ferito a morte dal bradisismo del 1983. Aniello se n’è andato nove mesi fa, dopo aver combattuto con energia e coraggio una male insidioso, e i suoi amici, insieme alla sua compagna di vita, sono l, in quella sede prestigiosa, per un ricordo speciale quello del venticinquesimo anniversario dell’associazione Il Corvo, fondata da Maria Guarino di cui Aniello era presidente onorario. Lui e Maria si sono trasferiti tra le nuvole a pochi mesi di distanza, lasciandoli orfani della loro presenza appassionata, autrice di tanti eventi culturali organizzati insieme.
IL DOLORE FISICO E MENTALE
La famiglia, il marito Carlo Luongo, e Margherita (entrambi anestesisti) e Violetta, hanno festeggiato un importante compleanno come Maria avrebbe voluto, con le persone più care ma anche su un tema ispido, quello tra paziente e malato su cui lei ha dovuto, suo malgrado, concentrarsi negli ultimi anni. Non poteva mancare un protagonista inossidabile della saggezza filosofica cui Maria era legata da un’amicizia speciale, Aldo Masullo, che non solo ha ricordato Maria e Aniello ma anche la necessit  del medico di comprendere il dolore (fisico e mentale) di chi ha di fronte. E al pubblico ha raccontato un aneddoto da far rabbrividire ma anche riflettere. Quello dell’incontro tra una signora colpita da tumore e una dottoressa (di un qualificatissimo ospedale milanese) che al tragico interrogarsi della sua interlocutrice, che chiede una spiegazione impossibile, risponde con crudezza «Lo chieda alle sue cellule com’è possibile, non a me…».
IPNOSI AL POSTO DELL’ANESTESIA

Per fortuna c’è nel campo medico chi non è indifferente alla sofferenza , tra questi il chirurgo oncologo Ruggiero Nigro che racconta come si sia spinto una volta oltre i legittimi confini dei proprio compito aprendo le porte della sala operatoria a due ipnotizzatori per evitare i danni dell’anestesia a una donna che stava per sottoporsi a intervento, denunciato, per questo, dal primario. Sfida di un’umanit  che on esiste, invece, come ha fatto notare l’ex procuratore di Napoli, Giandomenico Lepore, nell’attuale legislazione che obbliga a firmare un consenso informato di 40 pagine a chi non ha serenit  e tempo per leggerlo. Intanto, fuori, tra le stradine del Rione Terra, probabilmente Maria, come è piaciuto immaginare, nel suo omaggio, al fratello Nicola, avvocato, e motore, con Michèle Gesbert, del portale parigino www.altritaliani.net, passeggiava sorridente, felice, libera.

Nelle foto, tre momenti dell’incontro al quale ha partecipato anche il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia in alto, i relatori. In basso, Maria Giovanna Montano e il pubblico in prima fila, l’artista Peppe Barra