Napoli capitale al suo primo convegno. Lo organizzano la rivista L’Alfiere, l’associazione culturale “Sud e Civiltà” e la casa editrice napoletana Controcorrente, orfana da poco meno di un anno del suo fondatore, Pietro Golia. Un titolo lungo per un tema complesso: La civiltà del Sud contro le oligarchie dell’usura, dell’alta finanza e della globalizzazione, che attaccano la Tradizione per distruggere il futuro dei popoli e creare un mondo di sottomessi.
Il Sud non può aspettare: è lo slogan che anticipa una giornata di riflessioni e proposte racchiusa nello slogan cui parteciperanno sabato 28 ottobre, nella splendida cornice di Villa Domi ai Colli Aminei di Napoli – scrittori, giornalisti, docenti e ricercatori universitari, storici, antropologi, sociologi, economisti, magistrati, medici, biologi e nutrizionisti.
Protagonisti: Gaetano Marabello, Luigi Branchini, Michele Caccese, Massimo Cimmino, Eugenio Bennato, Stefano Arcella, Felicia Di Paola, Marina Simeone, Francesco Palmeri, Francesco Maurizio Di Giovine, Marina Lebro, Enzo Amato, Paolo Borgognone, Giuseppe Montanarella, Guido Belmonte, Edoardo Vitale.
Spiegano gli organizzatori: «Rilanciando la grande esperienza del convegno tradizionalista della Fedelissima Città di Gaeta, fondato nel 1993 da Silvio Vitale, e tenendo ben presente l’esempio di integrità etica, di militanza appassionata e di dinamismo progettuale che ci ha dato Pietro Golia  vogliamo che confluiscano in un’avanguardia travolgente tutti gli uomini e le donne cui stanno a cuore i destini della nostra terra, un tempo prospera e proiettata verso il futuro, oggi abbandonata a sé stessa e alle razzie rapaci di oligarchie interne e internazionali senza cuore e senza Dio».
Ripartire dal concetto di Napoli Capitale significa anche rimboccarsi  le maniche e assumersi, ciascuno, le proprie responsabilità:  «Ognuno deve fare la sua parte, senza se e senza ma, partendo dalla difesa delle tradizioni e delle identità e percorrendo la strada della valorizzazione delle nostre risorse culturali, paesaggistiche, economiche, agroalimentari per creare sviluppo ed occupazione e evitare che i nostri giovani abbandonino la terra dei padri».
Se ne parlerà dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19:30, con due momenti di pausa accompagnati dalle canzoni napoletane interpretate da Mariana Mercurio e dal concerto di Enzo Amato.
Nella foto, uno scorcio di Napoli da Posillipo