In aprile, mese che segna il passaggio verso il caldo e verso la rinascita, il Museo del sottosuolo, dal 6 al 14, ha ospitato la mostra “Il Femminino infondi in noi, Madre” , realizzata da FurorArt a cura di Francesca Cozzolino.
Una mostra al femminile che vede dialogare tre artiste, Gina Affinito, Manuela Vaccaro e Ludovica Aria, ognuna delle quali interpreta la sua idea della donna, tra radici che affondano nel profondo della terra e riscopre il contatto con la sua parte più viscerale, proiezione verso l’alto, nell’empireo delle idee e dee ancestrali potenti ed a tratti terribili.
La location non è casuale dato che le viscere della terra, protettive e ombrose rinviano al calore e al rifugio del ventre materno, di quella Grande madre, che è l’archetipo femminile per eccellenza. A parlare della sua esperienza e del suo viaggio di consapevolezza è Gina Affinito.

Personalmente non conoscevo il Museo del Sottosuolo e gi  da quando sono andata a fare il primo sopralluogo ho avvertito qualcosa di magico in questo luogo cos suggestivo, che richiamava proprio il contatto con “l’Utero Materno”.
Da subito abbiamo trovato, io, Francesca la curatrice, Manuela e Ludovica, le altre due artiste, una connessione, un’assonanza con quello che era il nostro concept della Mostra “Il Femminino”.
Infatti, tutte stavamo lavorando sulla figura femminile, sull’Eros/Thanatos insito in ogni donna, quella forza costruttrice ed insieme distruttrice che fa di quest’essere, un essere completo. La Terra nuda, il buio accogliente, il silenzio rasserenante che abbiamo provato l sotto, sono questi gli elementi che ci riconducono al ventre femminile. Nelle mie opere in mostra si respira forte il legame con la terra, con la natura, una corporeit  gridata anche quando viene violata, mutilata ed i graffi, profondi, rimangono incisi nella carne e nell’anima.
Alla violenza ed al dolore però si ci può e ci si deve opporre attraverso la consapevolezza di se stesse e del proprio valore.
Un dolore che si può tenere lontano, metaforicamente, anche con il sale, che non a caso è elemento dominante tra i materiali che ho scelto per creare le mie opere, assieme alle pietre dure.
Il sale, infatti,esorcizza il male. Grazie alle sue propriet  cicatrizzanti e disinfettanti, poi,, permette di tener lontano il dolore, e quindi, simbolicamente il tormento. Purifica, esorcizza, lenisce, cicatrizza le sofferenze, le piaghe e le angosce dell’animo umano.
La violenza è frutto del disequilibrio, della negazione, da parte dell’uomo della sua parte femminile, che sempre più spesso viene vessata, vilipesa e addirittura uccisa.
Nei miei lavori, che sono stati affiancati da estratti letterari, c’è un’opera chiama “Donna Liana/Donna Radice” il cui testo recita proprio

Esistono due tipi di donna

la donna liana e

la donna radice.

La donna liana

si abbarbica all’uomo;

gli succhia la sua energia

e la sua creativit ,

la donna radice lo

rafforza e gli d  linfa, permettendogli di realizzarsi.

Ogni uomo ha un femminile,

ma ha più difficolt  a riconoscerselo,

La donna è capace di

risvegliarlo nella fucina dell’Amore.

(Mère)

La strada da compiere per ristabilire l’equilibrio perduto è quella di “affidarsi” alla Madre Terra, accoglierne le sfumature, riscoprirsi nell’Amore, che si sia Uomo o Donna.
Per parlare all’anima, poi, c’è l’arte. L’arte è un pensiero dirompente, una forza catartica che se riesce ad “entrare” può cambiarti la visione di tante cose. Più che la denuncia, ho preferito “coscientizzare” il fruitore su ciò che di orrendo accade, renderlo partecipe, interagire con lui mediante l’aspetto visivo dell’opera, letterario dell’estratto, tattile della percezione…e soprattutto mi auguro che io sia riuscita, nel mio piccolo, almeno a farlo “pensare”.
Il mio viaggio di scoperta e di evoluzione personale e professionale non si arresta ma si snoda attraverso varie strade, accomunate dall’ottica di un’opera d’arte dentro un’altra opera d’arte, per una duplice valorizzazione.
Come Artista sono impegnata in due premi d’Arte il primo al Museo Faggiano di Lecce, l’altro alla Galleria Pinnarò di Firenze; poi ancora Una collettiva a Castel Dell’Ovo con inaugurazione il 26 Ottobre, in collaborazione con il Suor Orsola Benincasa, ed una collettiva al PAN in collaborazione con l’Associazione l’Essenzialista e la Galleria Gamen di Napoli.
Come curatrice sto preparando due mostre la prima alla Rocca dei Rettori di Benevento
(expo.roccadeirettori@libero.it ) a fine ottobre, la seconda al Castello Arechi di Salerno
(expo.castelloarechi@libero.it ).

* artista, tra le protagoniste della tripersonale “Il Femminino infondi in noi, Madre”

In foto, Donna felice ( tecnica mista, gesso, acrilico, pietra di tufo, decorazioni in vetro, perle, filo di lino)