Un incidente, un bab , un seminterrato. E nasce una storia o più di una. La parola d’input vola nell’ascolto e inanella battute lanciate nell’atmosfera dagli attori sul palco, raccolte da spettatori attenti che partecipano al racconto, lo arricchiscono con un suggerimento, un indizio, un’ipotesi che rimbalza di nuovo sulla scena. E’ il teatro dell’improvvisazione che in Italia ha il volto di un’associazione teatrale (Improteatro) sviluppata grazie a venti scuole, in più di trenta citt , sfondando il tetto dei mille associati. Fino al 2008 non supera la frontiera del Lazio e ha un respiro solo centrosettentrionale. Giorgio Rosa rriva al Sud nel 2009. Napoli è ancora invasa dalla “monnezza” che ne ha definitivamente deturpato l’immagine, grazie all’ampia diffusione mediatica dei sacchetti accumulati in tutta la citt , gi  marchiata come feudo della camorra.
TEATRO INSTABILE
Una collega di Genova gli offre un’idea «Perch non proponi un corso d’improvvisazione l?». Il suo contatto partenopeo sar  Michele Del Grosso, regista e drammaturgo che alla fine degli anni sessanta, nel cuore di Chiaia, ha fondato il Teatro Instabile (Tin), in un clima underground, dando spazio ad artisti che scriveranno la storia dello spettacolo italiano, da Roberto De Simone a Peppe Barra (con la madre Concetta) e Pino Daniele. E lo ha poi ristabilito, a inizio di terzo millennio, nel centro antico, in vico Fico del Purgatorio ad Arco, all’interno dello storico Palazzo Spinelli, in un’ambientazione dal fascino remoto, un po’ antro dei misteri. Un angolo urbano, a ridosso di via Tribunali,ancora carico di imprevisti, con la possibilit  che al buio possa accadere qualcosa di non proprio piacevole. Ma per lui, che viene da Latina, è solo una “sistemazione transitoria”.
COFFEE BRECHT
Ne è passato di tempo, invece, e nel 2016 met  della sua vita la trascorre ancora qui. Lo racconta in via Nilo 20, in quella che da ottobre 2015 è la sede dell’associazione napoletana Coffee Brecht, una ex stalla del settecento dove c’è ancora traccia dell’abbeveratoio. Coffe Brecht ha un direttivo partenopeo guidato da Maria Siciliano (con Martina Di Leva, Diego Purpo, Massimo Magaldi, Daniele Mennella , Eduardo Mignone, Diego Purpo, Silvia Ranucci). Giorgio, che sulla via dell’improvvisazione è stato folgorato da un programma Rai degli anni 90, si occupa del coordinamento e della didattica.
LE LEZIONI
«Ho lavorato perch avesse una fisionomia tutta partenopea. Ho cominciato ad avviare la scuola d’improvvisazione al Tin sette anni fa, poi siamo stati al Pozzo e il Pendolo e, infine, siamo approdati da Interno 5 (gruppo di giovani professionisti teatrali), in via San Biagio dei librai, nel cinquecentesco Palazzo Carafa. Una scuola con 80 soci e 5 livelli». Da Interno 5 ancora resta una parte di lezioni, condivise con l’attuale postazione di Coffee Brecht giacch l’attivit  è intensa si estende in 4/5 giorni la settimana, e arriva fino ad Avellino dove è in corso una collaborazione con la scuola Vernice fresca. E poi ci sono gli spettacoli, organizzati con altre realt  teatrali, come Zona teatro naviganti (Ztn) di piazza Dante, il Nostos di Aversa e, dalla prossima stagione, il Bolivar di Materdei che ha unnuovo direttore artistico, Ettore Nigro (giovane attore), deciso a offrire al suo pubblico una rassegna di improvvisazione.
IL SEME E LA PIANTA
Chi non conosce il genere, se ha perso la serata d’anteprima a luglio, potr  vedere gli attori sfidarsi a colpi di battute estemporanee, in via Nilo 20, dal 13 al 18 settembre. E gettare il seme che fa crescere la pianta della spettacolo, al festival dell’improvvisazione, previsto, per la quarta volta consecutiva, proprio a Napoli. Una sola, la musa ispiratrice la nuvoletta bianca dei fumetti, vuota, appena schizzata da tre puntini sospensivi… La stessa che dar  il l  alle iniziative collaterali della rassegna con un protagonista internazionale, il belga Yan Van Den Branden, uno degli improvvisatori più eclettici del mondo. Terr  corsi per insegnanti di francese e inglese, noon mancheranno lezioni per educatori o ancora per formatori, che nelle imprese hanno il compito di risolvere conflitti lavorativi.
I CITTADINI E IL CENTRO STORICO
Non se lo sarebbe mai aspettato Giorgio che da un semplice spunto lanciato un’amica sarebbe nata un grande amore con una citt  che lo ha sempre appassionato. «A Latina un amico di pap , nostro vicino di casa, era napoletano. Lui e la sua famiglia. E ci ha trasmesso entusiasmo anche per la gastronomia partenopea. Finalmente, in questi anni ho visto gli abitanti riappropriarsi del centro storico, affollandolo con la loro vitalit . E poi Napoli c’è ascolto tra noi, tra chi fa teatro. Come mai in altri luoghi». Quella capacit  di “ascoltare” i dettagli. Che è l’anima dell’improvvisazione.

Per saperne di più
tel.3939869631

www.improteatrofestival.it/prezzi-e-promozioni/
Coffee Brecht, via Nilo 20, Napoli

Nelle foto, in alto, Giorgio Rosa (a sinistra) in scena. In basso, sul palco con gli altri attori, durante lo spettacolo d’input del Festival che si è svolto a luglio; l’interno della scuola (ex stalla) e il cortile del palazzo di via Nilo 20

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