“Innamorato di Boccioni e di Balla, Vittorio Piscopo non si iscrive nella lista degli imitatori e dei seguaci pedissequi. Sente quella poetica congenere al proprio carattere e alla propria tensione verso il futuro, aperta ad ogni possibilit  creativa. Del movimento futurista capta e sente come perfettamente rispondente alla sua tensione vitale la carica anarchica, l’invito alla libert  assoluta, la sfida sfrontata e disinibita ai canoni della tradizione “borghese” e parruccona”. Questo uno stralcio dello scritto di Aniello Montano che introduce il catalogo “Il Futurismo di Vittorio Piscopo”.

Domani, marted 9 novembre alle 17,30 la sala della Loggia del Maschio Angioino ospita l’inaugurazione della mostra dedicata all’artista acerrano, scomparso nel 2004, esponente della corrente futurista napoletana. Intervengono: il sindaco di Acerra Tommaso Esposito e i curatori Vittorio Avella, Aniello Montano e Ugo Piscopo. L’esposizione rester  aperta fino al 28 novembre. Inoltre il 16 novembre, alle 16,30, nella sala al piano terra verr  presentato il volume «Il futurismo di Vittorio Piscopo», curato da Montano.

Piscopo, classe 1913, pittore e scenografo frequenta a Napoli l’istituto d’Arte e l’Accademia di belle arti, ove completa gli studi di scenografia. Sar  il 1933 l’anno che lo consacra, insieme a Carlo Cocchia e Guglielmo Roehrssen, tra i fondatori di un movimento artistico definito “Futurismo Partenopeo”, che finalmente conferiva alla citt  di Napoli un degno posto nell’arte contemporanea dell’epoca. Celebri i suoi cavalli, i suoi Pulcinella, Arlecchini e atleti ma anche i suoi quadri più impegnativi suggeriti dalla poetica futurista e circumvisionista nonch dalla sua sottile e sotterranea vena romantica. Nelle sue opere la ricerca del dinamismo e del movimento è costante. Lo spettatore è coinvolto e travolto dal turbine cromatico che come una forza vettoriale spinge le figure al di fuori dei limiti imposti dal dipinto. La scomposizione dei piani visivi, secondo la lezione cubista, fa muovere all’infinito le immagini rendendole partecipative del mondo circostante.

“…Se un merito deve essere preliminarmente riconosciuto a Vittorio Piscopo, esso è proprio nella continuit  della ricerca, nella sostanziale fedelt  a un nucleo originario d’ispirazione: nel segno, ci, di una coerenza mai del tutto smarrita, anche quando il mutare delle vicende esterne e l’affiorare di diverse esigenze espressive ne rendevano impossibile un unico svolgimento formale…”. Questo il ricordo che ne dava Vitaliano Corbi, voce critica dell’arte napoletana contemporanea, scomparso il 22 settembre scorso.

Nelle immagini, alcune opere dell’artista