Pomeriggio delle grandi kermesse, gioved scorso al Teatro Diana, per la presentazione del libro di Lucio Mirra Che spettacolo! Tra teatro e cinema un viaggio lungo cinquant’anni (Homo Scrivens). Per l’occasione si è riunita tutta la Napoli teatrale e un pubblico affezionato ad omaggiare la storia della famiglia Mirra, e ad ascoltare le letture dal libro degli attori Mariano Rigillo, Antonella Morea, Maurizio Casagrande, Mario Porfito, presentati con la consueta professionalit  e accuratezza dal giornalista e scrittore Giulio Baffi.

Un parterre straordinario, si diceva, con nomi altisonanti che sono stati, e lo sono tuttora, esponenti importanti del nostro teatro,
come Annamaria Ackermann, Antonio Casagrande, Carlo Croccolo, a tutti Giulio Baffi ha chiesto una testimonianza sul Teatro Diana e sulla famiglia Mirra, parimenti al Sindaco Luigi de Magistris, presente in sala.
Cinquant’anni spesi tra teatro e cinema, ma soprattutto teatro, da parte di una straordinaria e infaticabile famiglia che ha fatto della cultura il simbolo e lo scopo della propria vita.
Cos Lucio e Mariolina Mirra, i figli Guglielmo, Giampiero e Claudia, hanno creato a Napoli una realt  teatrale in uno dei quartieri più importanti e residenziali della citt , il Vomero, esportandola ovunque. Dalla gestione dei cinema e del Teatro, la loro è una storia importante, comincia proprio all’inizio degli anni 50 tra Lucio Mirra e Mariolina De Gaudio, erede di una famiglia di gestori di cinema e teatro. Si innamorano e si sposano ma non pensano al teatro Diana, gestito alla morte del padre di Mariolina, Giovanni De Gaudio, lungimirante e fattivo imprenditore, da uno zio.
Lucio è laureato in legge e lavora presso la Tirrenia, Mariolina si divide tra i figli che arrivano. Ma poi anche lo zio di Mariolina muore e la moglie non se la sente di portare avanti da sola l’azienda, chiede aiuto ai due giovani. Lucio e Mariolina accettano, si rimboccano le maniche e iniziano l’avventura dapprima con i cinema e poi teatrale, nel frattempo Lucio si licenzia dalla Tirrenia.
Da queste prime pagine si dipana un racconto affascinante, coinvolgente che restituisce tutto il lodevole lavoro che Lucio e Mariolina hanno compiuto in tanti anni sia come gestori che come produttori di teatro. Dai primi tentativi di crescita del teatro, lavorando con nomi altisonanti quali Nino Taranto, Peppino De Filippo, fino alla trasformazione completa del Diana in un teatro di tutto rispetto e funzionante a pieno ritmo con tante stagioni teatrali esemplari e un foltissimo numero di abbonati.

Cos la memoria di Lucio Mirra torna alle tante eccellenze ospitate nel teatro,
da Alighiero Noschese a Nino Taranto, Peppino e Luigi De Filippo, Glauco Mauri, Alberto Lionello, Aldo e Carlo Giuffrè, Enrico Maria Salerno, Massimo Ranieri, Giorgio Gaber, Mariangela Melato, Pupella Maggio e tantissimi altri, fino ad arrivare a Marcello Mastroianni che presentò, poco prima di morire, “Le ultime lune” di Furio Bordon, con un successo strepitoso di critica e pubblico.

Senza contare il grande apporto che Lucio e Mariolina Mirra hanno dato al teatro nazionale con le loro importanti produzioni teatrali
dalla produzione degli spettacoli eduardiani (Napoli Milionaria, Sabato, Domenica e luned) diretti da Giuseppe Patroni Griffi, ai tanti spettacoli prodotti per Carlo Giuffrè, per Lina Sastri, Leopoldo Mastelloni, Riccardo Pazzaglia, Vincenzo Salemme e tanti altri.
Una famiglia che ha tenuto il polso teatrale italiano con grande impegno e professionalit  di razza, vincitrice, con il Teatro Diana, di molti biglietti d’oro Agis, a riprova del grande successo che il pubblico ha attribuito alle loro scelte teatrali.
Tutto questo e molto altro è contenuto in un libro che si legge d’un fiato, accattivante e nello stesso tempo commovente, scritto da Lucio Mirra con la mano leggera e, insieme intensa, della memoria, per chi ama il teatro ma anche per chi ama le grandi storie, le grandi saghe familiari, che ci riporta indietro nel tempo in una Napoli dove il piacere, il gusto del teatro, della cultura ha circondato i nostri migliori giorni.

Un libro in cui emergono anche gli episodi più salienti riguardanti i tanti attori e cantanti che hanno popolato per tutti questi anni il teatro Diana.
Un libro che Lucio Mirra ha dedicato alla moglie Mariolina e ai figli e, vogliamo aggiungere, a nostro avviso, soprattutto nel ricordo di una grande donna prematuramente scomparsa – e una grande compagna di una vita, quale è stata Mariolina Mirra. Donna discreta, dolce ma volitiva, di grande gusto e competenza è stata di certo il pilastro, il deus ex machina, la musa ispiratrice di una storia culturale importante, quale è quella dei Mirra, che rimarr  impressa nella nostra citt .

Una memoria per non dimenticare il passato
e per raccontare alle future generazioni tutto quello che c’è stato e ci sar  nell’universo teatrale della famiglia Mirra, che rappresenta uno straordinario tassello del mondo teatrale di questa            6                 è« «    citt .

Nelle foto, in alto, Mirra dedica il libro ad Annamaria Ackermann. In basso, da sinistra, altri momenti e ospiti della serata Lucia Cassini e Carlo Croccolo mostrano il volume dell’amico Lucio, il sindaco de Magistris interviene mentre dal palco lo ascoltano l’editore Putignano, Mariano Rigillo e lo stesso autore; infine, un altro invitato speciale, Antonio Casagrande