Il rituale di pietra simboli e segreti della Cappella Sansevero di Martin Rua (Alς edizioni, pp.93, euro 12) è una guida alla lettura dei tanti simboli racchiusi nella segretezza della cultura massonica appena visibili a un profano nelle pitture e sculture del Tempio ideato da Raimondo di Sangro VII principe di Sansevero. E’ anche un omaggio a Mario Buonoconto sul suo sapere, tacere, ricordare, nel riportare suoi appunti inediti di una guida singolare ad una cappella gentilizia che non va visitata come altre. Nella cappella del Principe Diavolo vanno lette sue conoscenze di alchimia, anatomia, ermetismo e simbolismo massonico abilmente inserite a simbolismi cristiani.
La Cappella è documento in marmo della Massoneria napoletana del 700 sotto la guida del Principe con rituali diversi fatti propri poi da altre Logge in Italia e all’estero. Origini della Massoneria sono gi  presenti nell’antico Egitto in cui Gesù assimilò la sua dottrina sostando per 40 giorni prima di entrare in Gerusalemme. Quella moderna nasce a Londra nel 1717 retta dal Gran Maestro e i soci sono definiti muratori intesi come costruttori del proprio essere fratelli tra loro intenti a costruire il Tempio che ricorda quello di Salomone a Gerusalemme. Esso è privo di soffitto perch Fratellanza e Pace vanno realizzate giorno dopo giorno nel mondo. Stessi vincoli e ideali erano nelle associazioni culturali di muratori intenti all’edificazione di Cattedrali nell’et  Romanica e Gotica. Tra i Maestri si trovano noti personaggi che abbiamo studiato in storia antica e moderna del Risorgimento e Unit  d’Italia, letteratura, arte, filosofia, musica, scienze, poesia, politica.
La Cappella, prototipo di una Loggia, ha forma rettangolare situata dove sorgeva il tempio della dea Iside. Ingresso a Occidente, a destra il Sud definita Colonna del Sud, a sinistra la Colonna del Nord, in fondo l’Oriente dove siede il Gran Maestro dietro uno scanno posto su sette gradini. Ha un martelletto in legno e oro con cui batte tre colpi per acconsentire l’accesso al Fratello annunciato dal primo Sorvegliante, posto a fianco della porta, al secondo Guardiano del Tempio che comunica poi il nome al Gran Maestro. Ognuno ha guanti bianchi simbolo di purezza e grembiulino diversificato per il suo ruolo di apprendista. Sul portone un guerriero esce dalla tomba, resurrezione da vivo a contatto con la cultura, con aquila lo spirito, il leone simbolo del corpo, il grifone unisce i due elementi dell’uomo. Ai lati della porta due piccole acquasantiere quella con la fiaccola è maschile dorata solare l’altra è femminile lunare.
A passo molto lento all’interno si va sul lato nord, est, sud, per poi uscire. La statua con cornucopia e aquila simboli della ricchezza materiale e spirituale è Donna Giulia Gaetani dell’Aquila d’Aragona che ha in mano il compasso simbolo della misura aurea e della rettitudine d’animo di ogni adepto, subito dopo, la donna velata in ricordo della madre del Principe. Il giovane efebo, uomo e donna in un solo corpo, con testa di leone scuoiata su colonna, simbolo dell’arcano svelato, è l’adepto che si accinge ad entrare nel Tempio a dorso nudo per aver lasciato fuori modi di agire e pensare con un solo sandalo secondo l’uso massonico e di culture orientali il suolo sacro non va mai calpestato con calzari. La donna con fanciullo è il Secondo Sorvegliante che istruisce nell’educazione iniziatica gli Apprendisti. La fanciulla con giogo piumato in una mano e nell’altra due cuori ardenti è la Soavit  del matrimonio. Al di sopra un medaglione con volto solo abbozzato della giovane Gaetana moglie del figlio Vincenzo. Donna col caduceo, simbolo della scienza esoterica, è la Sincerit  con due serpenti intorno ad una verga e nell’altra mano un cuore. La donna velata è la Pudicizia, in memoria della madre morta giovane, ossia la conoscenza esoterica, ai piedi il bruciaprofumi presente nei riti egiziani a Iside mentre le rose sono le mistiche virtù della Madonna, la lapide spezzata è la Materia che va spezzata prima di lavorarla.
L’angelo presso l’altare con la mano tesa è il Fratello oratore, l’altro sul lato opposto con pergamena, su cui compare la scritta I.N.R.I. con significato diverso da quella sulla Croce “col Fuoco la natura si rinnover  completamente” è il Segretario entrambi siedono a fianco del Maestro. L’altare è a Oriente dove nasce il Sole, il nuovo giorno, la vita. Sopra nella semicupola l’orbita oculare che permette al Grande Architetto dell’Universo di guardare noi umani. Il Disinganno o il Pescatore nel gergo popolare, dedicato al padre Antonio è l’uomo che si libera della rete aiutato da puttino alato. E’ la fede cieca priva di intelligenza che crea solo distruzione. Sul basamento Cristo dona la vista al cieco che ha calzoni sollevati e spalla sinistra nuda come chi entra per la prima volta in Massoneria. Ercole è il massone vittorioso sulle sue iniziali debolezze e incertezze.
Il Cristo morto al centro non presenta la stessa tragicit  di quello del Mantegna. Pare uomo assopito felice di aver vissu            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dB
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BB»EWHEREUSINGB B B»RLIKERESETBeNULLto sempre dedito agli altri coperto con un velo di quella cultura e saggezza che si riflette nello sguardo, nell’agire, nel pensare.
Liberalit , Educazione, Soavit , Sincerit  sono addossate a obelischi piramidali con pietre rozze o levigate simboli del lento apprendimento dei Muratori. La piramide simboleggia cultura e saggezza dell’antico Egitto nota a Napoli gi  ai tempi di Virgilio. Il pavimento ha disegno di un labirinto con marmi bianche e neri il certo e l’incerto. Non esiste simmetria sulle pareti laterali. La sinistra non è uguale alla destra in politica, il panorama che si vede in treno, i palazzi di una via, il corpo umano. E’ diverso il sapere e il non sapere.

Il libro, ricco di immagini dettagliato nella descrizione di ogni opera, ha il pregio di vedere ogni statua, medaglioni, pitture con occhi più esperti per vedere oltre la superficie del marmo o del colore.
Rua ha reso molto accattivante la sua opera offrendo al lettore l’illusione di visitare la Cappella in compagnia col Principe che illustra passo dopo passo opere e filosofia massonica a molti sconosciuta o disprezzata per ottusa ignoranza nel paragonarla alla P2. La singolarit  della Cappella è di essere non solo scrigno d’arte ma luogo di fede della Cristianit  e della Massoneria che hanno in comune Fratellanza, Mutuo Soccorso, Pace, Fede e Devozione a Gesù. E’ il Tempio dell’intelligenza, del sapere, della conoscenza di una cultura antica diffusa in molte nazioni. Sabato 12 dicembre, “notte d’arte” dalle 18,30 alle 24 alla Cappella, ingresso a 3 euro e il ricavato sar  devoluto a Amref health Africa per la cultura della Pace.

per saperne di più

www.museosansevero.it

Nelle foto, un momento della presentazione del libro alla Cappella Sansevereo e la copertina del volume