È l’oasi dell’anima. Dove quei tumulti che scuotono le vene si cristallizzano in un “effetto tranquillante”. Più semplicemente, poesia. Castigata, discriminata, nascosta. In libreria le spetta sempre un angolo oscuro, al riparo dai  successi commerciali che profumano di ricette o di un nulla confezionato a tavolino e allungato in salsa di romanzo, spesso anche annegato in brodo d’inchiesta/verità.
Lei, invece, è sempre  lucida e ti tende la mano quando meno te l’aspetti. Resiliente, dotata di una pazienza infinita, tenace, non si fa intimidire nemmeno dall’età di una generazione under quaranta, precocemente spossata dalla vita che non le  riserva prospettiva di un futuro brillante quanto il passato dei genitori che l’ha generata.
E’ il caso di Anna Marchitelli. Napoletana,  classe 1982, giornalista, collaboratrice  prima della redazione partenopea del quotidiano la Repubblica. Ora collabora con il Corriere del Mezzogiorno (inserto campano del Corriere della Sera).

Qui sopra, la copertina della raccolta. In alto, l'autrice, Anna Marchitelli
Qui sopra, la copertina della raccolta. In alto, l’autrice, Anna Marchitelli

Mercoledì 8 novembre, alle 18, nella piazza culturale interattiva Laterzagorà del Teatro Bellini, sintesi della sinergia tra la casa editrice Laterza e l’associazione A Voce Alta (in via Conte di Ruvo 14, Napoli), Anna presenterà la sua prima raccolta poetica Certe stanze (Manni editori, collana La scrittura e la storia diretta da Romano Luperini, pp.80, euro 12).
Con l’autrice ci saranno Enzo D’Errico (direttore del Corriere del Mezzogiorno) e Massimiliano Virgilio (scrittore che ne  firma la prefazione). Ettore Nigro e Lorenza Sorino ne daranno un assaggio leggendone alcuni passaggi. L’incontro sarà arricchito dall’intervento musicale di Mario Autore.
«Questa raccolta- spiega Marchitelli- nata dopo quattro anni di elaborazione (si dice che la poesia deve maturare, deve fare le pulci), è il frutto della vita vissuta, sofferta, amata, impastata di sogni e visioni. Frutto del felice incontro con gli editori Manni, dello scambio di mail con Romano Luperini che ha accolto il libro nella sua collana e della supervisione del poeta Mimmo Grasso».
La vita ne attraversa le pagine danzando con Eros in un continuo confronto con la sua assenza, la morte. E la poesia s’immerge  «in un campo in cui non esiste comprensione logica e razionale, è un linguaggio simile a quello dei sogni, diventando lo strumento che permette di indagare l’ignoto e scendere nell’abisso, ma anche di risorgere quotidianamente».
Scrivere versi diventa necessità in un presente avaro e imprevedibile. Anna la vede così. «È ciò che ci salva soprattutto nei periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, perché quando tutto manca, quando vengono meno i capisaldi del vivere civile e non abbiamo più dove posare la testa la poesia ci offre il calore della speranza, del possibile, dell’utopia, ci offre la cura. Infatti c’è chi ha parlato, non a caso, di Rinascimento della poesia». Che sa ascoltare il cuore.
Per saperne di più
http://www.mannieditori.it/

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