Raffaele Bussi, gi  noto agli Irpini per aver ricevuto nel 2013 il premio alla Cultura ״Aeclanum״, giornalista, scrittore e saggista, editorialista del portale parigino ״Altritaliani״, recensore per la rivista ״La civilt  cattolica״, da qualche settimana per la narrativa offre al lettore il romanzo che sar  tradotto in russo da Michail Talalay “All’ombra dell’isola azzurra”, edito dalla casa editrice Armando. L’isola di Capri fa da sfondo a due emblematiche storie, che vedono protagonisti da una parte il giovane aristocratico russo Michail Ogranovich e dall’altra la figura poliedrica di Massimo Gorki.
Bussi conduce il lettore in un appassionato viaggio alla scoperta delle bellezze paesaggistiche della Campania che come gemme risplendono nell’ultima tappa attraverso l’Europa del protagonista, Michail Ogranovich, ospite a Palazzo reale di Portici, dimora fatta costruire dal sovrano Carlo III, prima di imbarcarsi alla volta di Capri. Sull’isola il suono di un pianoforte sar  l’invito a fermarsi all’Hotel “Belvedere e Tre Re”. Chi suona è Laura Petagna, figlia del proprietario, la donna con la quale intreccia un rapporto d’amore e che sposer  in breve tempo, anche di fronte al diniego dei suoi genitori da San Pietroburgo. E’ l’attraversamento del paesaggio incantevole dell’isola azzurra con il suo clima, le acque cristalline, i viottoli, la villa di Tiberio, la Certosa di San Giacomo, via Krupp, gli anfratti più reconditi di Anacapri.
Ma la serenit  è incrinata dai timori per il suo Paese, impegnato in una guerra estenuante con il Giappone e le proteste delle masse contadine e operaie, che scendono in piazza per rivendicare condizioni di vita migliori, proteste represse nel sangue davanti al Palazzo d’Inverno.
A Capri, frattanto sbarca Massimo Gorki proveniente dagli Stati Uniti, il quale con numerosi esuli russi, tra i quali Bogdanov, Lunacarskj e Bazarov, d  vita alla “Scuola di Capri”, in forte dissidio con la linea di Lenin circa l’approccio alla rivoluzione e con il quale Ogranovch stringe un forte sodalizio al di l  degli opposti ruoli di appartenenza che ciascuno ricopre rivoluzionario il primo, aristocratico il secondo. Il progetto mira a fornire un’educazione ampia a quanti, una volta tornati in Russia dopo la rivoluzione, saranno destinati a ricoprire posti chiave nella nuova nomenclatura.
Ma ad avere la meglio sar  la linea di Lenin che sposter  la Scuola a Bologna, per chiuderla un anno dopo e far fuori definitivamente la spazzatura borghese di Capri. A Gorki non resta che tornare in patria, favorito dall’amnistia di Nicola II. A Villa Pierina Gorki saluta Ogranovich, temendo venti di guerra. Bussi traccia una sintetica quanto puntuale visione degli accadimenti i fatti di Serajevo, quattro anni di guerra con sedici milioni di morti, l’inizio della rivoluzione con Nicola costretto a dimettersi, l’instaurazione di un governo provvisorio, il rientro di Lenin dalla Svizzera, la fine dei Romanov. A Capri di rimando grande è la preoccupazione degli Ogranovich per la sorte dei genitori a Pietrogrado.
L’arrivo inatteso della principessa Gorcakova, ospite a Sorrento con altri esuli russi, offre il quadro preciso della situazione in Unione Sovietica, una storia governata dal raggelante volere di Stalin, e solo Gorkij, che frattanto ha fatto ritorno in Italia, stabilendosi al Capo di Sorrento a Villa “Il Sorito”, potr  dare a Ogranovich notizie dei suoi genitori.

A Sorrento lo scrittore ripercorre le tappe amare
che hanno portato alla guerra civile e alle persecuzioni in Unione Sovietica, alla formazione di una nuova casta presenzialista, corrotta quanto quella zarista, in preda ad una lotta sfrenata per accaparrarsi il potere. L’impegno è quello di fornirgli notizie dei suoi appena di ritorni in Russia.
Bussi in una prosa avvincente e che sfida la trappola della sintesi storica lega destini, tensioni emotive, dubbi, incognite e aspettative di anime tormentate, e che fanno da sfondo alle drammatiche scelte di grandi uomini che tra le stradine di Capri si muovono con la disinvoltura degli ultimi. Il finale del romanzo è una sconfitta per tutti, all’insegna di un secolo, il Novecento, che ha segnato lungo il suo cammino pagine tra le più tristi della storia dell’umanit , che l’autore ci offre l’opportunit  di ripercorrere, con mano felice, ricostruendo sapientemente e rigorosamente, uno spaccato di storia vissuta proprio all’ombra dell’isola azzurra.

* presidente del Premio Aeclanum

In foto, Ogranovich (in alto) Gorki, Lenin e la copertina del libro