Come muoiono gli animali? la domanda che si pone Renato Polizzi nell’introduzione al suo libro “Morti favolose di animali comuni” (Caracò Editore, pagg.170, euro 10. In foto, la copertina), una divertente e bizzarra indagine sul comportamento degli animali più conosciuti di fronte alla fine della loro esistenza.
L’autore, titolare a Marsala dell’agenzia di comunicazione “Communico”, di una radio locale “Radio Itaca 98.4” e del quotidiano freepress “Marsala c’è” nonch autore di “Riso all’ortica” e “Totomorfisi”, partendo dall’interrogativo «ma il piccione muore per terra o in volo?» ha poi sviluppato l’idea fanciullesca e poetica di raccontare con tono semiserio la dipartita di molti animali, il cui destino è tradizionalmente avvolto da un alone di mistero e sul quale Polizzi ha costruito un racconto «pieno di alcune verit , alcune menzogne assolute e altre di seconda mano». Il risultato è una vivace analisi piena di colore e ironia, che affronta i luoghi comuni sulle specie animali da una prospettiva insolita e a tratti spiazzante per il lettore, seguendo il filo di una riflessione che spazia dalla fantasia alla scienza, dalla filosofia alla letteratura.

La morte paesaggistica del cammello, quella estetica del cavallo, la morte sul lavoro del castoro o quella romantica del merluzzo …
ciascun animale affronta l’ultimo passaggio in maniera differente, perch diverso è il ruolo che recita e può capitare che la morte rappresenti per la bestia quasi una ricompensa, come il caso dell’odiato scarafaggio, condannato a passare la vita con la faccia per terra e poi destinato ad uscire di scena guardando il cielo. Il tema della morte, oggi molto spesso spettacolarizzata nei mezzi di comunicazione, viene cos ricondotto a momento naturale del percorso esistenziale perch sorridere del merluzzo che perde la testa per amore e si trasforma in baccal  ci permette di riflettere su noi stessi e sul nostro modo di porci nei confronti della vita e dei suoi innumerevoli risvolti, compresa la morte.