Una vetrina per la vanit  di un’attrice che cerca di convivere con la signora borghese. Ma anche terra madre nutrita dal pensiero umano, dove le persone coltivano sogni per alimentare la speranza di un domani differente dall’oggi. E’ il teatro raccontato da Anna Maria Siena Chianese in un libro di 130 pagine, edito da Homo scrivens. A guidarla attraverso la scena è la voce di Annamaria Ackerman in un tuffo nella memoria che ha anche un altro protagonista, vitale e presente, malgrado il suo cuore si sia fermato oltre 30 anni fa, Eduardo De Filippo.
LA SUONATA DI DUE AMICHE
Amiche che si sono scelte in et  adulta, A&A intonano una suonata per viola d’amore e basso continuo dove a dare il ritmo è il tempo con i suoi umori. Un’esistenza intensa, quella della Ackermann, raccontata con l’energia di una vocazione. Due mariti (uno napoletano, l’altro milanese che è ancora al suo fianco in un matrimonio del tutto particolare, come lei stesso ammette nell’intervista), due figli (Davide e Roberto), una lunga carriera cominciata giovanissima. «Il teatro- confessa- pretende la vita. passione motore, dedizione, perdizione, ma io non mi sono avventurata su queste posizioni estreme. stato piuttosto il teatro a cadere nella mia vita».
LA COMPAGNIA DI VITTORIO VIVIANI
Si avvicina al palcoscenico grazie al padre, spirito libero, che la mette in contatto con il circolo dei dipendenti della Napoletanagas dove si recita in lingua e dialetto. Entra nella compagnia come giovane interprete per la commedia “L’imbroglione onesto” di Viviani. Ed è proprio l’autore, in camerino a darle un buffetto sulla guancia mentre il figlio, che lo ha accompagnato, profetizza «Che voce particolare ha questa ragazzina». Preludio all’ingresso nella sua compagnia. Quando si scioglie, Annamaria non è più solo una giovinetta dalle forte aspirazioni ma ha gi  un nome che comincia a circolare nell’ambiente. Tuttavia, il destino si chiama Eduardo.
IL CORAGGIO PREMIATO
Sono gli anni in cui Eduardo è impegnato in una missione davvero difficile far rinascere il settecentesco San Ferdinando per dedicarlo alla tradizione ma anche alla suggestione delle avanguardie. Se ne parla tanto nel giro teatrale e Annamaria scommette sull’impossibile. Si presenta da lui che la congeda bruscamente spiegando che non ha tempo da perdere. Ma lei insiste e gli chiede di ascoltare per un attimo le ragioni di quella visita. Lui la guarda appena e la liquida dicendole di rivolgersi al suo braccio destro, Argeri.
QUELLA TELEFONATA DI UNO SCONOSCIUTO
I mesi scorrono veloci e lei non ci pensa più. Un giorno a casa squilla il telefono dall’altra parte del filo, la voce di uno sconosciuto che le d  appuntamento al San Ferdinando per il giorno dopo. Crede che sia uno scherzo, ciononostante vi si reca con l’inseparabile nonna (materna) Mostiola che le ha trasmesso l’amore per l’altra parte delle sue origini, la Toscana. Non è uno scherzo il fermento è grande per la preparazione di “Na santarella” (di Eduardo Scarpetta). Le assegnano il ruolo della fidanzatina di un altro indimenticabile attore, Pietro De Vico, senza provino. Tra gli altri chiamati al debutto ci sono anche Pupella Maggio, Ugo D’Alessio, Angela Luce…
IL CONCORSO ALLA RAI
Sono ancora molto lontani i giochi della lottizzazione televisiva. La Rai è un neonato servizio pubblico (3 gennaio 1954). Annamaria partecipa al concorso di annunciatrice e lo vince per il suo talento e per le esperienze gi  accumulate. «Quella vittoria cambiò la mia vita. Nella sede storica della Rai, il palazzo della Singer al corso Umberto, si passavano intere giornate che consolidavano le amicizie con lo staff dei giornalisti, da Lugi Compagnone a Ernesto Fiore, da Baldo Fiorentino a Samy Fayad. Passai ben presto al ruolo di attrice e cantavo, se la parte lo richiedeva». E poi di domenica c’è la trasmissione radiofonica “Spaccanapoli, giornale umoristico di Nelli e Vinti” con attori e cantanti. L’orchestra è diretta da Roberto De Simone, Annamaria viene assorbita nell’organico.
NAPOLI, PERSONAGGIO PRINCIPALE
Figura centrale del racconto di Anna Maria Siena Chianese è la citt  che affiora a volte matrigna, a tratti materna, ma anche il panorama artistico internazionale. L’autrice ha la vista lunga e, pur concentrandosi sulla Ackermann, riesce a inabissarsi nella profondit  di un mondo affascinante, senza nostalgia, con la scioltezza di chi ben si è documentato, trasmettendo ai lettori immagini indelebili di un certo scenario culturale e spingendoli a leggere il testo fino all’ultima riga. Un lavoro narrativo e, contemporaneamente, un saggio nato anche dall’audacia imprenditoriale di un editore, Aldo Putignano, che, al contrario di tanti (in Campania e in Italia) in cerca di soldi dagli scrittori, scommette sul passato da recuperare per amore della cultura.

Nella foto in alto, Annamaria Ackerman durante la presentazione del libro all’istituto italiano per gli studi filosofici dove a interpretarne alcuni brani sono stati il nipo            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBte Giacomo Casaula e Raffaele Mancini, suoi allievi di recitazione, insegnamento cui Annamaria continua a dedicarsi con generosit . In basso, l’attrice con Eduardo e Luca De Filippo, in un’immagine recente e, infine, la copertina del libro

Anna Maria Chianese Siena

La voce e la scena
Il teatro e Annamaria Ackermann

prefazione di Ermanno Corsi
Pagg.130, euro 14 (il volume contiene illustrazioni in bianco e nero che documentano tappe di una carriera d’attrice)

L’AUTRICE
Giornalista pubblicista, Anna Maria Siena Ha collaborato con riviste e quotidiani. Tra le sue pubblicazioni, "La nobilt  napoletana oggi"(!992, 1995), "E.A. Mario, un diario inedito" (1997) e "Viaggio sentimentale nella letteratura italiana (2013)