Sarà presentato venerdì 23 marzo alle 17,  all’Istituto Studi Filosofici di Napoli in via Monte di dio 14 (Napoli), il nuovo libro di Luigi Mazzella dedicato al cinema: “Cinquanta film da rivedere” (sottotitolo, per riflettere ancora, edizioni Istituto culturale del Mezzogiorno). Interverranno con l’autore: Antonio Filippetti, Ettore Massarese, Arturo Martorelli. Coordinerà Piero Antonio Toma. Un excursus di grande impatto critico nel quale vengono analizzate alcune tra le più importanti opere  che hanno contraddistinto la storia della settima arte. Per gentile concessione dell’editore, anticipiamo di seguito uno stralcio dell’introduzione.

Oggi è il cinema, la fiction filmica o televisiva (soprattutto seriale) a dominare il campo: è divenuto lo strumento più efficace per la conoscenza della storia o della cronaca, e mezzo particolare per un  confronto dialettico di idee circa la visione dell’esistenza umana e  della realtà del mondo.
Naturalmente, la capacità di entrare nel profondo varia secondo quella divaricazione prodotta dall’assimilazione o meno dell’empirismo greco-romano, reso noto da Lucrezio.
Con sincerità, a volte anche brutale, solo i cineasti più liberi e coraggiosi si dimostrano, oggi, capaci di denunciare, in modo esplicito o implicito, le falsità ereditate dai loro padri, ideatori di modelli di vita superati dai tempi. Spesso il nichilismo distruttivo non concede spazi a eroi positivi né lascia intravedere spiragli di bontà e di solidarietà umana, (come, del resto, accadeva già nelle più cupe tragedie greche e shakespeariane), ma  l’Autore di qualità non può che evitare ancora gli stereotipi per stimolare, in maniera sincera, sentimenti di avversione o di pietà.
Chi è libero nel pensiero e non condizionato da visioni dogmatiche del mondo e della vita, sa denunciare, senza mezzi termini, l’egocentrismo esasperato che rende taluni individui monadi isolate e tra loro incomunicabili;  condannare, con la forza delle immagini, le consumazioni superficiali e algide d’improvvisati amplessi sessuali e di oscure tessiture di trame d’affari o di iniziative di natura criminale.
Il pensiero libero, veramente tale, è pluridirezionale e particolarmente complesso; soltanto quando è indipendente e non sovvenzionato dall’Autorità pubblica può esprimere il meglio di sé e imporsi sul mercato interno e mondiale.
Naturalmente, le scelte da me fatte sono coerenti con le idee che ho enunciato. Vi sono delle eccezioni (poche), assunte per il dovuto ossequio alla straordinarietà dei mezzi espressivi. Si può non condividere la visione religiosa di Dante Alighieri ma non negare il suo genio creativo!
Aggiungo che per molti Autori mi è parso riduttivo ricordare un solo film: il loro pensiero, nella sua articolata complessità, può ricavarsi soltanto da tutte le opere; nell’impossibilità di farlo ne ho citato almeno due.
Ho descritto e recensito i film, mettendoli in un ordine alfabetico che è imperniato non sul titolo ma sul nome del regista, che è, comunemente, ritenuto il principale “autore” di un’opera, anche se il film è invece, espressione di un’arte, di per sé, collettiva. Ho soltanto rispettato la tradizione.
In linea di massima, posso dire di avere preferito tra le pellicole più recenti quelle che mi hanno particolarmente colpito per una visione moderna, lucida e libera circa i problemi dell’esistenza.
Nella scelta sono stato favorito dal fatto che non ho pregiudizi né di natura religiosa, né filosofica (e ancora meno politica o localistica) e quindi ho visto e analizzato i film citati nel libro senza “paraocchi” di alcun tipo.
Naturalmente, ho prediletto soprattutto quelli che mi sembravano inni sinceri, anche se manifestati in modo spregiudicato e iconoclastico, alla libertà che per me resta la sola vera ricchezza dell’essere umano.
                                                                                                      Luigi Mazzella
In foto, una scena del film diretto da Luchino Visconti, “Il gattopardo”