Tredici scrittori per altrettanti classici. Un dialogo che nasce in un laboratorio di cultura e scrittura, diventando un libro facile da titolare, “Scrittori in viaggio con i classici”, curato da Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura teatrale italiana nell’Universit  degli Studi Federico e pubblicato dall’editore Guida (12 euro). Sar  presentato, con gli autori e la curatrice, sabato 14 maggio, nella libreria dei cittadini, Iocisto, alle 18.30 l’incontro sar  coordinato da Federica Flocco. Letture di Sergio Savastano.
Questi i racconti proposti nel volume Pino Imperatore, Bibbia. Genesi; Paolo Di Paolo, Gli ultimi giorni belli; Piermario Vescovo, Il Nuovissimo Novellino. Prima dispensa notturna; Carlo Lucarelli, Memoria segretissima del giudizio di Gianciotto Malatesta, signore di Rimini, accusato di assassinio sopra il di lui fratello Paolo e la di lui moglie Francesca; Ruggiero Stefanelli, La centounesima novella del Decameron; Peppe Barra, La vecchia scorticata; Flavio Pagano, Poesioma fulminante; Fabrizio Coscia, Una lettura privata. La signora col cagnolino. Finale aperto con variazioni; Marco Lombardi, L’altra metamorfosi; Vincenzo Caputo, La coscienza di Steno; Maurizio de Giovanni, Quello che Ricciardi sa di Eduardo, e quello che non sapr  mai; Marcello Sabbatino, La clessidra della storia e l’atlante di Kublai; Massimo Cacciapuoti, Segnali. Il ricavato della vendita è destinato all’associazione Libera da anni in prima linea contro le mafie.
Da Ovidio a Calvino, la penna degli autori di oggi, emergenti o affermati, si tuffa in una rivisitazione che dona rinnovata freschezza a testi pur sempre giovani. « un modo spiega Scognamiglio per fare i conti con il passato letterario, con quello che, comunque, ha segnato profondamente il nostro modo di scrivere. Non c’è un racconto superfluo, ognuna delle tredici narrazioni ha un senso, una forza; non sono state scritte per “riempire spazio”, ma anzi “creano spazio” nella grande storia della narrativa. Tutti e tredici gli autori sono stati abili nel reimpiegare la tradizione, sono stati pienamente all’altezza degli archetipi, dei primi esemplari, tenendo lontano le banalit . Hanno saputo affrontare l’impegno con grande ingegno, passione ed entusiasmo, sapendo leggere e reinterpretare i classici attraverso lenti non convenzionali n scolastiche».

Nella foto, Italo Svevo