L’uomo è ciò che mangia. Non è solo un  aforisma  coniato dal padre del materialismo tedesco Feuerbach, ma anche una verità difficilmente confutabile, confermata dai costumi culinari di popoli e nazioni.
I piatti riflettono mentalità, gusti, pregi, debolezze. Ed è attraverso le abitudini gastronomiche di una città che il terzo volume della collana dedicata alla storia e decimo della Serie Oro ideata e diretta dalla giornalista Anita Curci, racconta la vita sotto il Vesuvio da tempi lontani  fino a oggi. Pubblicato da Kairòs Edizioni, Il cibo racconta Napoli – L’alimentazione dei napoletani attraverso i secoli fino ad oggi è un testo di Yvonne Carbonaro che ripercorre le fasi della storia di Napoli e dei napoletani attraverso le leggende, gli usi, i costumi e i gusti legati al cibo.
Il volume, pagg.282, euro 18, sarà presentato alla casina pompeiana nella villa comunale di Napoli, lunedì 4 dicembre, alle 17. Intervengono, Manlio Santanelli e Rosi Padovani. Modera,  Luciano Scateni. Un’occasione  per scoprire con l’autrice, già docente di italiano e storia, giornalista, traduttrice e scrittrice in spagnolo, come  la cucina napoletana  sia radicata nell’antichità come  lo è la storia delle genti che hanno occupato questo luogo splendido, spesso e a lungo conteso.
Così l’alimentazione  riannoda il filo delle memoria grazie all’aiuto di manuali classici, testi letterari, canzoni napoletane e leggende trasferite  nei secoli nel tempo. Dando il ruolo di protagonista assoluta alla città: re, principesse, cuochi, gastronomi e poeti, insieme alla popolazione – narrano, direttamente o indirettamente, di fastosi banchetti o poveri cibi che ancora oggi ritroviamo sulle nostre tavole.
Definiti con disprezzo mangiamaccheroni, i partenopei (con i campani) sono portabandiera della dieta mediterranea che elegge sovrani pizza e spaghetti. L’orgoglio di essere internazionali a tavola con prodotti irresistibili per il palato di molti.
In foto, particolare della copertina