Presentato al Nuovo Teatro Sanità Cities on the edge, progetto di cooperazione artistica internazionale ideato dal Goethe-Institut di Napoli e di Marsiglia, che vede protagoniste  dieci realtà operanti nell’ambito del teatro, della danza e della musica in aree definite marginali o di disagio tra Italia, Francia e Germania.
Alla presenza di Maria Carmen Morese, direttore Goethe-Institut di Napoli, Mario Gelardi, direttore artistico Nuovo Teatro Sanità, Joachim Umlauf, direttore Goethe-Institut di Lione e Marsiglia, Nadia Baldi, consulente alla direzione artistica Napoli Teatro Festival Italia e Quartieri di vita – Fondazione Campania dei Festival, è stato illustrato, a grandi linee, questo progetto che ha per protagonisti il Nuovo Teatro Sanità di Napoli, La Friche la Belle de Mai di Marsiglia,  uno spazio urbano di inclusione sociale e artistica, nato nel 1992 da una ex manifattura di tabacchi e Pottfiction, progetto teatrale per giovani della regione della Ruhr, costituito da sei teatri stabili e indipendenti (Consol Theater Gelsenkirchen, Helios Theater Hamm, Kinder und Jugendtheater Dortmund, Junges Schauspielhaus Bochum, Theaterhagen, Theater-kohlenpott Herne).
Sono circa 80 i giovani coinvolti, 20 i formatori italiani, francesi e tedeschi, che porteranno avanti il progetto in 6 diversi spazi artistici d’Europa. Scopo dell’iniziativa è quello di creare una rete di contatti tra artisti a livello europeo e di offrire esperienze che qualifichino il lavoro dei giovani afferenti alle diverse realtà coinvolte.
Un’occasione di formazione e di scambio che darà agli artisti la possibilità di viaggiare tra Italia, Francia e Germania, entrando in contatto con le diverse realtà culturali che cooperano all’iniziativa.

Qui sopra, l'ingresso al Nuovo Teatro Sanità. Sopra, un momento della presentazione del progetto
Qui sopra, l’ingresso al Nuovo Teatro Sanità. Sopra, un momento della presentazione del progetto

A questo proposito, Joachim Umlauf, direttore del Goethe-Institut di Marsiglia e Lione spiega: «Cities on the edge è un progetto interessante perché permette di seguire nuove strade nella promozione culturale, in un contesto europeo più ampio. L’attenzione alle esigenze dei partner locali, la creazione di produzioni di alto livello artistico, l’impegno sociale, il fare rete tra istituzioni ed enti europei, la formazione e la creazione di conoscenze specifiche, sono gli elementi principali di questo ambizioso progetto, che si svolge tra Marsiglia, Napoli, la regione della Ruhr e Bruxelles, che ha ricevuto dei fondi speciali che il Goethe-Institut destina unicamente a progetti culturali di eccellenza».
Il Goethe-Institut, mostra ancora una volta lungimiranza e sensibilità, offre inoltre ai partner di Cities on the edge la possibilità di seguire una serie di conferenze e seminari sul tema del lavoro culturale, dedicate in maniera specifica alla ricerca di sponsor e contatti internazionali e ai bandi di concorso europei.
A proposito della genesi del progetto, la direttrice del Goethe-Institut di Napoli, Maria Carmen Morese, racconta: «Quando il Goethe-Institut di Bruxelles, da cui dipendiamo amministrativamente, mi chiamò due anni fa, con i colleghi di Marsiglia, per ideare il progetto Cities on the Edge e partecipare a un importante bando di concorso per progetti culturali d’eccellenza, non ero certa che saremmo riusciti ad ottenere i fondi. Il progetto è complesso, perché  coniuga la formazione dei ragazzi con quella dei formatori, l’attività di networking e i viaggi nei tre paesi. La meraviglia è stata grandissima, quando Napoli e Marsiglia sono risultate vincitrici del bando. È nato così Cities on the Edge. Sin dal primo momento ho voluto al mio fianco Mario Gelardi e il Nuovo Teatro Sanità, una realtà del territorio napoletano che ritengo svolga un lavoro d’eccellenza, non solo per il quartiere Sanità, ma per la città di Napoli».
In questi due giorni vi sono stati incontri tra i partner italiani (Nuovo Teatro Sanità, la Cooperativa Sociale Dedalus con Officine Gomitoli e l’Associazione musicale Alessandro Scarlatti), francesi (Centro culturale-sociale Friche la Belle de Mai e il Festival de Marseille) e tedeschi (Pottfiction, circuito composto da cinque teatri giovanili collocati nella regione della Ruhr), ospitati proprio dal Nuovo Teatro Sanità di Mario Gelardi.
Prossima tappa a giugno 2018 con un nuovo incontro a Marsiglia, dove, nell’ambito del famoso Festival de Marseille, debutterà la produzione dei partner francesi. La terza tappa di Cities on the Edge si svolgerà a Herne, nella seconda metà del mese di agosto, quando debutteranno i partner tedeschi e la produzione trinazionale, curata da Mario Gelardi, che mette in scena un testo di Philippe Löhle. Il progetto di cooperazione artistica internazionale ritorna in Italia nell’autunno prossimo, per il debutto napoletano.
Nel corso della conferenza stampa sono state presentate le linee artistiche dei tre spettacoli. Il gruppo francese afferente al circuito de La Friche la Belle de Mai condurrà una ricerca artistica sul tema del lavoro: ogni mese circa 20 giovani seguiranno un workshop di danza nei luoghi della Friche, condotti dall’artista belga Ben Fury, coreografo con un’esperienza di lungo corso nell’ambito della breakdance coniugata alla danza contemporane
I 25 giovani che partecipano al progetto tra Bochum e Herne, sotto la guida del regista Manuel Moser, immagineranno scene, testi e pantomime sul tema “Utopie – Distopie”, e in base alle sollecitazioni degli aspiranti attori, Moser realizzerà il testo dello spettacolo.
Prosegue la collaborazione tra Philippe Löhle, drammaturgo tedesco associato del Teatro Maxim Gorki di Berlino, e il Nuovo Teatro Sanità. Dopo la messinscena del testo Noi non siamo barbari! (Wir sind keine Barbaren!), spettacolo scritto dallo stesso Löhle e diretto da Mario Gelardi, nato dalla sinergia tra il collettivo ntS’ e il Goethe Institut di Napoli, si rinnova quindi  il confronto artistico tra Napoli e la Germania.
Una grande opportunità, quindi, per il Nuovo Teatro Sanità che, grazie al grande lavoro di Mario Gelardi, si conferma ancora una  volta vero e proprio “teatro di comunità”, presidio di cultura in una zona con una percentuale di abbandono scolastico tra le più alte d’Europa. Una grande opportunità, quindi, per il quartiere e la nostra città.