Un’elegante dimora di campagna in città. Lungo una costola di via Aniello Falcone, dal lato che affonda lo sguardo su Napoli. Si respira profumo di vita entrando nel cancello che promette un’oasi lontana dal caldo e dal traffico, mentre un’assistente della padrona di casa  mi viene incontro accompagnandomi verso l’entrata.  Ileana Esposito Lepre mi accoglie schizzando su una sedia motorino. E ci sediamo intorno a un (chiaro) tavolo ovale, un soggiorno/salotto  dove c’è odore di nuovo. Si è appena trasferita qui con la sua famiglia,  organizzando anche una postazione per i suoi collaboratori  di Peepul, l’associazione che ha fondato nel 2002 dalla parte dei disabili.
TRA PEEPUL E COSY FOR YOU
È ancora in piena attività in questi giorni, in cerca di sponsor per realizzare, entro fino ottobre, un libro con testi e belle foto che raccolga linee guida per l’accessibilità e l’accoglienza della Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta. Il manuale sarà il prodotto finale del recente corso di formazione per esperti in turismo accessibile promosso dal progetto Cosy for you ( Comfortable and Easy forYou, comodo e facile per te) guidato da Peepul attraverso una cooperativa e finanziato con fondi europei cui hanno partecipato circa in 80, dopo una selezione tra le 120 richieste di adesione. Un libro per  dare indicazioni su come abbattere le barriere architettoniche di un luogo, sorto durante il ventennio fascista sull’onda dellespansione politica ed economica nelle terre d’Africa, ma anche per svelarne  le bellezze. Il lavoro è nato da un monitoraggio dei corsisti del progetto tra i padiglioni espositivi della struttura, ma anche intorno ai percorsi della piscina, della palestra, della fontana dell’Esedra e del  Cubo d’Oro, l’edificio sul viale delle Palme. Un vero tesoro artistico da valorizzare e far conoscere agli stessi napoletani.
Nello sguardo di Ileana si legge l’orgoglio di chi si adopera per strappare quella cortina di fango calata su Napoli come città sporca, maleodorante e pericolosa. «Credo che la Mostra possa diventare un polo di congiunzione tra Nord e Sud d’Europa, un motore di cultura che unisca realtà diverse, da integrare in un processo di osmosi».
TURISMO PER TUTTI
Ma la struttura di viale Kennedy è solo l’ultima tappa, in ordine di tempo, del paziente lavoro di ricerca per individuare itinerari culturali che possano essere aperti a tutti. Finora Peepul ne ha messi a fuoco 250 da poter  diffondere e vendere come pacchetti turistici, tramite tour operator, con  app per l’utente (con indicazioni su dove mangiare, dormire, divertirsi), offrendogli la possibilità, sulla vetrina virtuale turistica, di scegliere la meta per le proprie vacanze, anche in base alle sue difficoltà di spostamento (se non cammina, non vede o altro…). Anche Ischia ha il suo ruolo nella mappa vacanziera di chi non ha accesso facile ovunque: tre architetti formati con un progetto targato Peepul hanno tracciato un itinerario  possibile che prenderà forma in un opuscolo da stampare con sponsorizzazioni ad hoc.
QUANDO LE BARRIERE DIVENTANO VISIBILI
Ileana parla serenamente, ma senza pause. Con la passione del coraggio. Raccontando con semplicità la sua storia di giovane donna che, in meno di una settimana, a 31 anni, nel 1985, si trova paralizzata da un angioma cavernoso al midollo spinale. E d’improvviso si accorge delle scale che portano alla sua abitazione e di tutti gli ostacoli che prima non vedeva. Insegnante di inglese alle scuole superiori, con una bimba di circa due anni, deve “resettare” all’improvviso il suo quotidiano, riorganizzandone i ritmi. Finché nel 1990, di ruolo, non decide di tornare e arriva al liceo Sannazaro del Vomero (che ha frequentato da studentessa). Qui inizia la sua battaglia (con l’amministrazione comunale) per i diritti di chi è colpito da disabilità. E riesce, malgrado l’istituto sia situato in un palazzo storico, a far costruire l’ascensore al centro delle scale e un ingresso con rampa. E un giorno, mentre gira per i corridoi con il suo motorino, si accorge di una ragazza su una sedia a rotelle: “parcheggiata” (vicino a un bidello),  le fa cenno con l’indice di avvicinarsi. Da quel momento, Ileana scopre che esistono anche gli altri disabili e lottare per la loro libertà di movimento diventa una causa comune. Come pretendere, per esempio, di essere imbarcati per primi sui traghetti di linea per le isole, senza essere costretti a mettersi in fila e subire i disagi dell’attesa. «Mi sono battuta perché cambiasse la mentalità. Se i disabili hanno strumenti e valori giusti, possono diventare una risorsa in tutti i campi, nella sfera pubblica e privata. E se si uniscono diventano più forti».
DALLA PROTESTA ALLA PROPOSTA
Cerca di fare rete guidando il Clabarc (Comitato di lotta per l’abbattimento delle brriere architettoniche e culturali) che mette insieme 25 associazioni, scoprendone luci e ombre. «Qualcuno mi ha detto: ma che fai la Maria Antonietta dei disabili, pensi alle brioche invece di provvedere al pane. Ma io dalla protesta sono passata alla proposta». Infatti,  dopo aver insegnato al Comune come si eliminano gli impedimenti per chi non ha facili opportunità motorie (negli Stati Uniti nei parchi di divertimento come Disneyland possono sentirsi tutti a proprio agio), avendo al suo fianco i figli ma anche il marito avvocato penalista, è passata al tempo libero. L’idea le viene in mente al Lingotto di Torino dove c’è un’esposizione di attrezzature sportive di ogni tipo per i disabile dove a colpire la sua attenzione è una barca a vela, in due versioni: a un posto e a due. E il venditore la convince: è un buon acquisto. «Quando la persona disabile ha imparato a navigare con un istruttore, può poi veleggiare da solo».
A SCUOLA DI VELA
Parte così il primo progetto Peepul con le barche Dream attraverso un bando europeo di 40 mila euro, una scuola velica (con accessibile punto d’imbarco a Nisida) che guarda al futuro pensando di lanciare i ragazzi più promettenti alle prossime paralimpiadi. Perché Peepul che si chiama come l’albero indiano forte e generoso, tra la quercia e l’ulivo, spande i suoi frutti per le generazioni successive a quelle che lo hanno piantato. Organizzando seminari per formare esperti (ingegneri, architetti e presto anche geometri) che costruiscano  anche per chi ha carenze motorie. E seguendo il consiglio dello scienziato britannico Stephen Hawking che ha trasformato la malattia in un punto di forza, diventando il fisico/cosmologo più conosciuto al mondo: «Per quanto è difficile la vita c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi».
In foto, Ileana Esposito
  Per saperne di più
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