Telefonata all’amica del cuore, confessione di stati di animo. Dall’altra parte del telefono, l’amica falsamente consola la ex mammasantissima avvilita, perch cosciente che dovr  fare il calvario che spetta alle mamme dei carcerati, che spetta a chi ha vissuto nel benessere senza mai pensare che sarebbe arrivato il momento di pagare con gli interessi tutte le malefatte.
Allora si prende coscienza che è tutto inutile, vivere da malavitosi significa non dormire, stare attenti a questo e a quello, non fidarsi di questo o di quello, avere paura pure della propria ombra. E non è meglio lavorare in un cantiere? Almeno la sera ritorni a casa con le ossa rotte, vai a dormire stanco, al mattino di nuovo sul cantiere con acqua, freddo, polvere, però il sabato e la domenica stai con la tua famiglia a tavola, in grazia di Dio. Se vai a un matrimonio o a una comunione di famiglia, non devi guardarti intorno con il pensiero che possano spararti al cuore o che arrivi la polizia. Fai l’amore con la tua moglie senza pensare alle schifezze della vita, forse solo a qualche debituccio o bollettaccia da pagare. Non c’è confronto. Ma ecco la telefonata.
Pronto, pronto? Matalena buongiorno, si sto bene, bene. Ma che vita di pupù che faccio, non ne posso più, tutti i giorni sotto a un carcere, file per mettermi in lista, file per il pacco, file per entrare per uscire… me le sogno la notte tutte quelle file. Gente che grida, che bestemmia, che piange, storie brutte, di ingiustizie, di bugie, di vere verit . "Mio figlio è innocente", questo sentite dire… So’ tutti innocenti, ‘o bello è ca poi veramente ci sta, tra tutti, qualche innocente… ma chi ci crede? Nessuno.
Finalmente, dopo ore di fila entri, e poi quando sei sotto sotto al carcerato gli devi dare il resto… “Hai fatto questo? Hai fatto quest’altro? Mi hai portato il pigiama nuovo, i cazettielli…” Eh, signora mia, ma chi me l’avrebbe che io dovevo fare questa fine?
Sono passati sei mesi da quando fecero il blitz… tutti in galera figli, nipoti, compari e compariellisono rimasta solo io fuori, devo mantenere i carcerati, le loro famiglie… gli avvocati. Come si dice? Cornuta e mazziata… sono piena di debiti, ho venduto tutto quello che tenevo da vendere… ma la mia spina sono gli usurai… s, persino a loro sono dovuta ricorrere.
Si stanno togliendo le pietre dalla scarpa. S, perch una volta ero io a dare i soldi a loro, ci davo e denari con il dieci per cento e loro lo davano al trenta, se qualcuno non pagava loro facevano il mio nome, la gente tremava, solo a sentire “I soldi non sono miei, vi faccio un piacere, non guadagno niente, se volete voi ‘na tazza ‘e cafe per me… ma a lei, ‘a Mammasantissima la dovete pagare, a si no succede ‘o lutto.. chelle è genta malamenta.”
E la gente pagava, mò so’ io che pago a loro… e pensate con il dieci per cento??? No, no, con il trenta e l’interesse si mangia l’interesse. Mannaggia Bubb . Hanno ragione che non posso bestemmiare perch proprio stamattina sono andata a confessarmi in chiesa- urlando- ma se esiste il padreterno… mi deve fare schiattare più oggi che domani perch non ce la faccio più.

Certo ca fino a mò avete fatto la bella vita, pellicce, gioielli, vacanze, case, e casarelle, macchine importanti, ma tutto sempre con la morte sulla noce del collo, tutto vissuto con il patema d’animo, con il pensiero che ‘na nuova famiglia o la polizia faceva finire tutto, cara signora, questo è il prezzo che si deve pagare. V’è piaciuta ‘a bicicletta? E mò pedalate… Scusate, scusate… C’è il piccirillo che si sta annuzzando, vi lascio.. statevi bbuono.
Embè, piangeva, piangeva, ma io ce le dovevo dire quattro, la tenevo in canna, ‘a signora… Armanducciooo, perch ti sei ingoiato la chiave della porta? Mò come apro, mannaggia ‘a capa toia e ‘a chella ca m’ha fatto perdere tempo con i suoi chiangnistei… Armanduccioo sputa la chiave.
Intanto, la signora lasciata in lacrime dall’amica del cuore, sgrana il rosario e tra le lacrime prega, prega, prega.

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