La Messa da Requiem di Giuseppe Verdi è una pagina monumentale della storia della musica, paragonabile per efficacia e imponenza soltanto al “Giudizio universale” e a pochi altri capolavori Come abbia potuto un’anima laica esprimere con tanta profondit  il mistero della morte e la tensione altissima al superamento della morte verso mete più elevate dell’orizzonte terreno e umano è un mistero, a cui nessuno ha dato finora una spiegazione.
Il Requiem in cartellone in questi giorni al San Carlo presenta un organico enorme, che il direttore Nicola Luisotti ha dominato quasi sempre con padronanza. Piccole sfasature ritmiche, lievi tuttavia, non hanno compromesso l’integrit  dell’esecuzione, che è stata segnata da una certa veemenza e da esplosioni sonore non sempre ben calibrate.
Il coro del Massimo, diretto da Salvatore Caputo, si è distinto per la raffinatissima esecuzione, sulla quale brillava la voce del soprano Maria Agresta e del tenore Marcelo Alvarez. Interessante la voce del mezzosoprano Lucia D’Intino, affiancata – nel registro medio-grave dalla non fortunatissima vocalit  del basso Vitalij Kowaljow. Momenti di assoluta perfezione sono stati raggiunti nelle battute iniziali e nel “Libera me”, in cui la lezione di Palestrina è particolarmente evidente.
Il pubblico ha salutato con applausi convinti la direzione di Luisotti, premiando il neo direttore con richieste di bis e lunghe ovazioni.
Si replica fino al 3 marzo (gioved 28 febbraio 2013, ore 19.00; venerd 1 marzo 2013, ore 18.00; domenica 3 marzo 2013, ore 17.00).

Per saperne di più
www.teatrosancarlo.it

Nella foto di Luciano Romano, il Requiem di Luisotti