Una nuova penna si affaccia nel mondo dei lettori, che entra nelle librerie pretendendo spazio, un libro sontuoso per grafica, progetto editoriale e stile. Christian Capriello propone il narrato “Derek Dolphin e il varco incantato”, edito da Tullio Pironti (pagg. 530 20,00 euro).
Ci si accorge subito di un uso disinvolto di grafemica, sintomo di perfetta conoscenza del sistema di scrittura della lingua. Uno scritto “parlato”, sia pure perfettamente inquadrato, figlio di uno scrittore con distinguibile profilo tecnico, che lascia libero sfogo a una infinita fantasia, che fugge in ogni direzione, pur tuttavia calata dentro uno stile di scrittura simmetrico, oltre ad essere efficace quanto originale.
L’animazione di corpi e immagini rilasciano un connubio perfetto, e dentro un fantastico racconto vengono suggellate frasi che “interessano” la vita, attorno a concetti quali la concordia tra gli uomini, l’essere soddisfatti della propria vita, il saper vivere con poco. Sul punto l’autore esprime una costante fantasia alternata a valori, immaginazione ancorata a realt  quotidiana.

La freschezza della scrittura, tipica di “romanzieri” esordienti, rompe subito gli schemi, cos come il grado di penetrazione che l’autore traccia per il suo personaggio principale, Josh.

Talvolta ci si trova a confrontarsi con il racconto di storie stancanti, sia di persone che di luoghi. Nel caso di questo romanzo, al contrario, si sente il bisogno di “capire” la pagina successiva. E’ come entrare “dentro” quelle persone e quei luoghi raccontati.

Il segno del netto coinvolgimento mentale è frutto del profilo psicologico che innanzitutto fa capo a Josh, cos come agli altri personaggi che entrano ed escono dai momenti fotografati.
L’autore ha scavato innanzitutto dentro la psiche tracciando un solco profondo che rende autorevole la storia.

Il profilo di questo sessantacinquenne, Josh, con un largo passato e con l’esperienza gi  diventata saggezza
potrebbe lasciar immaginare un racconto “all’indietro”, che guarda alle spalle, che produce nostalgia, ricordi, frammenti di vita vissuta. Tutt’altro.
La proiezione in avanti, al contrario, avvince il lettore, lascia immaginare a quest’ultimo che i rapporti umani sono necessari, che i “più” sulla faccia della terra sono leali, collaborano, non prevaricano. E’ questo il principale insegnamento di Josh il passato come proiezione del presente e spinta verso il futuro. Per poi lasciare un solido “testimone” ai nuovi.

Ciò che distingue questo romanzo è, tutto insieme, il saper essere evocativo di scenari, attraverso voli pindarici,
solidamente ancorato ai temi della modernit , volersi proporre con semplicit  ed il saper trasportare nel più profondo possibile pensieri ed azioni dei personaggi, estremizzando concetti semplici magistralmente sviscerati.

Il finale è contornato da magia, rivelazioni, scoperte di persone che operano per il bene degli altri.
Un mondo nuovo che spiega ogni accaduto, basta oltrepassare la soglia, il varco, per capire chi si è veramente.
Qui Christian Capriello, probabilmente, intravede se stesso. Il primo libro ha sempre qualcosa di autobiografico.

I buoni sentimenti pervadono ogni persona, tuttavia questi sono minati ogni giorno, vengono messi a dura prova dalle circostanze della vita.
La magia sta proprio in questo superare gli ostacoli, non arrendersi.

L’autore e il personaggio principale, hanno delle similitudini si adoperano per il mondo, profondendo buoni sentimenti, prendendo anche “mazzate” in testa ma con la consapevolezza di potercela fare a guardare avanti, oltre il varco.

Nella foto, la copertina del libro