“Il silenzio di Chantal” di Concetta Coccia (Di Girolamo Editore) costruisce la sua base su un presupposto fondamentale: il conflitto tra madre e figlia che rappresenta il plot dell’intera vicenda; nel contempo, si snoda attraverso un sentiero tortuoso che esamina i gli archetipi fondamentali dell’esistenza: i rapporti familiari difficili, contornati da luci ed ombre, il ritorno alla casa paterna e la rivalutazione morale della medesima, il contrasto tra il bene e il male. Questo ultimo punto è rappresentato da un lato dal fratello Giorgio, con cui la protagonista è in accordo, dall’altro dal fratello Mattia e dalla moglie di questi Priscilla che sono la parte cattiva della storia. Non manca l’amore, dapprima sconfessato e rifiutato e poi trionfante nell’incontro con Riccardo, giovane architetto/pittore vedovo con figlia.

Chantal napoletana, di estrazione alto borghese, vive e lavora a Parigi e torna a Napoli in occasione della morte della madre, Fausta Caracciolo. Questo ritorno le procurer  una serie di sconvolgimenti, di dolori e di scoperte inattese. Chantal è una donna tormentata, anni addietro è fuggita a Parigi – è il caso di dire – per un atto di sfida nei confronti della rigidit  della madre ma soprattutto perch si colpevolizza per la morte della moglie del suo datore di lavoro – di cui ne è l’amante – incinta, insieme al figlio disabile a causa di un incidente d’auto. La colpa le si attacca addosso come un mostro e convive con lei da tempo: una settimana prima dell’accaduto la donna era andata da lei a chiedere spiegazioni dei tradimenti del marito e Chantal, l’aveva rimandata dal marito per quelle spiegazioni. Da qui nasce dentro di lei un silente segreto che d , appunto, il titolo al libro.

Altro presupposto del romanzo sono i contrasti e le incomunicabilit  familiari. Priscilla, la cognata, è una donna avida e invidiosa che tenta in tutti i modi di strappare a Chantal alcuni oggetti fondamentali del patrimonio di famiglia: un quadro di valore e un braccialetto ed un anello di Fausta, destinati alla figlia. Ma non è solo questo: il rancore è antico. C’è sempre stata da parte di Priscilla invidia e rivalit  nei confronti di Chantal e nel contempo la stessa Chantal ha sofferto in gioventù per dei riguardi che la madre faceva a Priscilla, immaginando di sottrarne l’affetto a lei. Alla fine tra le due scoppia la lite a corollario di un rapporto insanabile. Infine la casa di famiglia, in qualche modo altro protagonista della storia, che racchiude infanzia, ricordi e passate certezze e dove Chantal ritrova se stessa. La casa rappresenta il balsamo giusto per sanare le ferite della donna, il guscio dove si sente protetta e fortificata. E questo sentimento le nasce piano nel cuore: la casa, che avrebbe dovuto vendere e dividere il ricavato con i fratelli, diventa la sua fondamentale certezza tanto che, con dei soldi ricevuti in eredit  dalla madre e facendo un mutuo la comprer  per viverci. Dunque la casa in s o il ritorno a casa, sono la metafora fondamentale della vita dell’uomo, quando dopo tanto “viaggiare” ritrova il porto sicuro che combatte anche le insidie della morte. Come Ulisse che vagheggia la “sua” Itaca, cos la casa, ci la stabilit  delle proprie radici, è per Chantal il sotteso desiderio della sua esistenza. Da ultimo l’amore. La vita di Chantal è solcata da molte ferite ed è attraversata da alcuni uomini: Francesco, compagno di Universit  che abbandoner , l’uomo di cui diventa l’amante con un rapporto infelice e burrascoso, Jean Paul con cui si legher  a Parigi di un vincolo affettivo. Quando torner  a Napoli e incontrer  Riccardo le ferite si chiuderanno e lei potr  di nuovo o forse per la prima volta capire il valore dei sentimenti.

La vicenda, fitta di personaggi maggiori e minori che ruotano intorno alla protagonista, si snoda attraverso il metodo anglosassone del flash-back con ritorni ai ricordi passati che hanno incidenza nel presente, anche attraverso una serie di escamotages narrativi. Inoltre tracima attraverso diversi punti di vista: quello principale di Chantal e quello dei personaggi a cui Concetta Coccia di volta in volta, d  voce autonoma. Allo stesso modo la scansione dei capitoli con vari titoli indicativi di ciò che accadr  nella narrazione, individua il cammino del romanzo. Un romanzo con molte intenzioni e messaggi, talvolta troppi in modo da appesantire la narrazione, che si avvale di una scrittura di facile presa, cos come sono i dialoghi che riflettono mondi conosciuti e sedimentati nella mente che poi ritornano nella scrittura, come spesso accade a chi scrive di attingere ai propri stilemi, a ciò che conosce o che in qualche modo attraversa il suo vissuto. L’intento del romanzo ricorda molto da vicino quello dei romanzi degli anni ’60 sui problemi dell’incomunicabilit  familiare e i disagi che poi hanno storicamente spesso portato alla disgregazione della famiglia. Però i disagi e le insanabili fratture che tanti sconvolgimenti hanno creato all’istituzione familiare nel corso degli ultimi decenni, qui sono superati ampiamente da un finale consolatorio: Ch            6                 antal ritrova se stessa e tutti i suoi desideri si appagano. Con il matrimonio e la nascita di un figlio scompare la ragazza ribelle ed affiora quella borghese di “buona famiglia” che si riappropria di tutte le regole del suo status, proprio come avrebbe voluto quella madre che da viva era il suo eterno conflitto.

In foto, la copertina