la citt  più ricca di storia dell’uomo. Oltre a Pompei ed Ercolano, ha il suo Centro Antico Museo a cielo aperto con le sue sedi di Ambasciate, Chiese, Conventi, Regge, Castelli, Conservatori, Teatri, la Pinacoteca di Capodimonte con opere di Masaccio Tiziano Caravaggio Bruegel, Orto botanico, Museo archeologico con reperti greci romani egiziani rinascimentali, Acquarium, Museo del Mare, ville e terme di Imperatori romani, l’Osservatorio astronomico, Biblioteca con tutti i manoscritti di Leopardi, l’Istituto Orientale per studiare cinese gi  nell’700, l’Universit  voluta da Federico II, la Facolt  di architettura prima in Italia.

Non ultimo il tesoro di San Gennaro, patrimonio Unesco, ricco di 21.610 tesori più importanti al mondo, sorto nel 1601 come voto del popolo per essersi salvato dall’epidemia del 1537conserva sette secoli di donazioni di re e di nobili.
Con atto notarile voluto dal popolo il 13.1. 1527 è un entit  della Curia ma è un’istituzione popolare governata dalla Deputazione composta dagli eletti di ogni seggio cittadino con a capo il sindaco. il monumento della religiosit  del popolo, pur definito diavolo da Goethe. La volta ha il dipinto del paradiso di Giovanni Lanfranco, affreschi di Domenichino, Luca Giordano, Massimo Stanzione, Aniello Falcone. Sull’altare il dipinto a olio su rame del 1668 di Jusepe de Ribera raffigurante il Santo che esce illeso dalla fornace. Sul portale il busto in ottone di Cosimo Fanzago realizzato da Gennaro Matte.
Le sculture in argento di molti santi non tutti napoletani sono opere di orafi napoletani, i paramenti sacri delle sarte e delle ricamatrici. Quelle delle Sante sono opere di artisti che non hanno trascurato di evidenziare la bellezza delle donne napoletane in particolare Santa Irene giovane donna che si può incontrare a Chiaja a Capri o in costiera amalfitana. L’Angelo Custode è una fanciulla bionda snella molto sensuale che molti vorrebbero al proprio fianco in sostituzione della moglie voluminosa brontolona. Se Dio fosse stato un napoletano avrebbe creato solo donne e solo alle belle avrebbe dato eterna bellezza e anche l’immortalit . Esemplari più pregevoli sono la collana colma di pietre preziose di Michele Dato e la Mitra, opera di straordinaria bellezza raffinata esecuzione di Matteo Treglia con diamanti smeraldi rubini, che sar  (eccezionalmente) visibile fino al 21 settembre.

Dal primo agosto, infatti, sono in mostra ( con allestimento rinnovato) i capolavori rientrati dall’esposizione di Parigi che ha voluto dare in omaggio alla citt  il titolo “Il tesoro di Napoli”.
La giornata ha visto pochi turisti in una visita gratuita. Alla conferenza alcune autorit , pochi giornalisti, alcuni cittadini. Un assessore napoletano ha dichiarato a Paolo Iorio, responsabile del Museo, di aver visitato, grazie a questa occasione, per la prima volta il Tesoro.
Da secoli la moda napoletana, come la musica, il canto lirico, la melodia d’autore, è nota nel mondo con le cravatte, scarpe, guanti, le sete delle antiche fabbriche di San Leucio, la porcellana imparata dai cinesi. Napoli deve ripartire dall’Arte che può portare denaro nelle casse del Comune, dare lavoro a migliaia di famiglie, agli stranieri presenti tra noi, occupati negli alberghi pizzerie bar ristoranti. La citt  ha tanti Tesori oltre al clima, ai panorami mozzafiato, alla cucina. Si deve risorgere dal baratro in cui i Savoia hanno infossato tutto il meridione. La loro è stata la peggiore invasione, barbara, violenta, bellica.
La memoria progetta il futuro. Quella nefasta va cancellata. Sostituiamo gli addetti alla toponomastica con chi non ha ancora rigurgiti nostalgici e con cultura ampia. Lo stesso invito va ai dirigenti e ai Consigli d’Istituto. Non è concepibile che una citt , capitale della cultura come Parigi e Vienna, abbia scuole piazze vie monumenti dedicati a chi, da rozzi ignoranti o da mercenari sanguinari, ci ha deturpati, impoverito, costretti a emigrare eliminandoci da quella Unit  d’Italia che tanti meridionali hanno voluto e per cui hanno combattuto, morendo in guerra .
Ancora la citt  inserita nella Repubblica subisce l’ostracismo dei vari politici non solo della Lega e di FI.
L’arte nasce dal dialogo e dalla convivenza con altri popoli, senza alcuna differenza di razza, religione, ceto sociale o estrazione culturale. Napoli ha sviluppato la cultura su questi principi che mantiene ancora vivi.

Il Museo in via Duomo n.149 è aperto dalle ore 9 alle 17,30 nel mese di agosto
Costo del biglietto ridotto, euro 5
Per saperne di più

www.museosangennaro.it/

In foto, la preziosa mitra insieme ad altri due capolavori del tesoro