L’Italia ha uno dei tassi di natalit  più basso d’Europa, (1,4 figli per donna) per non parlare del tasso, altrettanto basso, dell’occupazione femminile. C’è da chiedersi come lo stesso tasso sia invertito, per quanto riguarda il rendimento scolastico tra i due generi,
in favore del genere femminile, e qual è il gap che impedisce l’inserimento lavorativo e spesso la crescita professionale in seno alle aziende.
Ma noi imprenditrici riusciamo a dare una risposta, in quanto donne identifichiamo in maniera diretta e, spesso per esperienza personale, gli aspetti reali e contigenti che bloccano o annullano la carriera lavorativa delle donne.
E tra i più importanti e fondamentali c’è la maternit  e, quindi, la crescita dei propri figli. Spesso anche l’assistenza a un parente prossimo anziano o disabile. Isieme, i cosiddetti compiti di cura.
Le politiche di conciliazione da noi ( come Comitato Pari Opportunit  dell’Unione Industriali) fortemente diffuse all’interno delle aziende a noi associate, istituendo tra l’altro un Premio a quelle più virtuose in tal senso, vogliono appunto dare una spinta a divulgare e promuovere azioni che, nulla togliendo alla produzione, ma semplicemente con delle strategie organizzative, si riescono ad applicare, a volte anche in maniera inconsapevole.
Alcune le possiamo identificare e sono banca ore, permessi straordinari,congedi parentali, cambi turno, facilitazione al rientro da una maternit , formazione aziendale, fino ad arrivare- per le grandi aziende- all’asilo in azienda, navetta aziendale, sportello ascolto ecc.
Tutte queste pratiche facilitano la gestione, a volte “multitasking”, delle donne, che altrimenti sarebbero costrette, e spesso accade- a chiedere una riduzione del proprio orario di lavoro o addirittura licenziarsi.
Ma queste azioni dovrebbero essere coordinate e convergenti da parte dei molti attori coinvolti le imprese, i servizi pubblici e privati, i lavoratori e le rispettive organizzazioni di rappresentanza sindacale, e il nostro sforzo come Unione Industriali, è appunto quello di sviluppare sistemi di welfare integrati, favorendo sia lo sviluppo sociale che la conciliazione famiglia/lavoro.

In foto, uno scatto di Angelo Covino

*Delegata pari opportunit  dell’Unione industriali di Napoli