Una Italia spaccata in tre e una Campania che, al di l  di ogni aspettativa, smentendo i sondaggi, si affida al Pdl. Vero vincitore Beppe Grillo. Sconfitti Luigi de Magistris, sostenitore di Rivoluzione Civile (che non ha raggiunto il quorum, ndr) e Nicola Cosentino la cui assenza non ha influito sul numero dei voti raccolti dal centro destra. «Cosentino ha il merito di aver radicato il partito sul territorio». Francesco Nitto Palma, coordinatore del Pdl in Campania, ha risposto cos ai cronisti che chiedevano quanto fossero fondati alla vigilia i timori di un’emorragia di voti a danno del partito, anche in considerazione dell’assenza dell’ex sottosegretario e uomo forte del Pdl in Campania. « stato assente, com’era giusto che fosse, – ha detto Nitto Palma -ma parte del merito è suo. La vittoria è di Berlusconi».
Atmosfera di una gioviale festa al Mumble Rumble al Vomero, luogo scelto dal Movimento 5 Stelle come quartier generale per festeggiare la vittoria sperata e ottenuta. Al di l  delle idee di partito, come sempre, hanno solennizzato con spumante italiano e pizza “5 stelle”, una margherita con 5 stelline fritte per decorazione. Anche se qualcuno ha azzardato la battuta “Fritti sono gli altri partiti”. Giovani e meno giovani tutti raccolti intorno al capolista di Campania1 Roberto Fico, che entrer  alla Camera. « un cambiamento epocale», ha detto l’esponente del movimento grillino e non fa una piega di fronte alla doppia cifra raccolta anche in Campania. «Festeggiamo perch abbiamo vinto – spiega – anche se c’è una parte di italiani ancora attaccata alla tv e che ascolta ancora le promesse assurde di Berlusconi».
“Nuovo” e “cambiamento” sono le parole più frequenti, ma le “stoccate” agli avversari seguono gli schemi classici. Ingroia e Rivoluzione Civile sono i bersagli. «Sono contento del fallimento di Ingroia ha commentato Roberto Fico – anche se lo stimo come magistrato. La sua lista però non poteva rappresentare il nuovo proponendo candidati dell’Idv e dei Comunisti Italiani».
Come giusto e prevedibile aria funesta al comitato del Pd a Napoli. Finestre chiuse, portoni serrati, visi tesi e sedie vuote. «Ho il dovere di riconoscere la sconfitta del Pd al Senato in Campania. Il risultato di Berlusconi e Grillo dimostra che c’erano altre aspirazioni che bisogna rispettare». stato il commento sui dati ancora parziali del segretario regionale del Pd in Campania Enzo Amendola. «Con amarezza – aggiunge – prendiamo atto della tenuta del Pdl che è il primo partito». Quanto ai voti raccolti da Rivoluzione Civile, che a Napoli ha potuto contare sull’appoggio del sindaco Luigi de Magistris, Amendola dice senza mezzi termini di voler stendere “un velo pietoso”. «Le aspirazioni del sindaco – conclude – sono l’ultimo dei miei problemi. La cosa che più ci interessa è capire quali forze comporranno una maggioranza di governo».
Andando avanti con lo scrutinio si è delineata sempre più una situazione di ingovernabilit , specie per i dati del Senato.
Gli italiani dunque confermano la loro preferenza per la politica spettacolo, improvvisazioni e promesse. Astensionismo, più grave che nelle precedenti elezioni, e il voto di protesta che premia Grillo, sottolineano la disaffezione degli italiani alla politica e il desiderio di un cambiamento qualunque esso sia.

Nelle foto, manifesto dei grillini e Roberto Fico, capolista di Campania 1 per il Movimento 5 stelle