La sua è una presenza culturale attiva e con molteplici interessi nella societ . Iole Cilento, napoletana, docente di scenografia all’Universit  di Lecce e Ancona, collabora con enti lirici, il regista Enzo Toma e il drammaturgo Francesco Niccolini. Il suo interesse per la grafica, prima passione per l’arte la vede con Antonella Cilento, scrittrice, e per la narrativa con la casa editrice Einaudi. Organizza stage multidisciplinari di espressioni creative. A Parigi ha frequentato la facolt  di arti plastiche a Torino il teatrolaboratorio di Gabriele Vacis, Roberto Tarasco, Lucio Diana.
Alla galleria d’arte Fiorillo di Napoli si presenta con una personale come raffinata pittrice. La sua pittura ha il linguaggio della poesia e della filosofia due complesse facolt  a cui possa applicarsi l’ingegno umano. Elevano alla sommit  l’umano spirito, creano mentalit  e un modo d’essere un individuo libero cosciente della sua dignit  e della facolt  di creare arte.

Tecniche diverse affascinano per le svariate modalit  con cui Iole esprime le sue emozioni. Comunica le sue esperienze nel silenzio della pittura.
Cerca, raccoglie e assembla oggetti di uso comune abbandonati o frammenti che sulla tela ricordano la vita di una umanit  mai conosciuta ma di cui la loro memoria non va dimenticata e la loro storia non va trascurata.

Prive di coordinate convenzionali, evidenziano la necessit  di dire e l’impossibilit  di tacere sul tragico passato storico degli ultimi decenni.
Recupero di vecchie cose e aggiustamento tra forme e colori esplosivi creano nuove energie per il futuro e il rispetto della Memoria. Il bisogno di Cultura e Pace si legge in una mano con penna d’oca chiuso in una ampia cornice di stile antico in legno naturale collocato a conclusione della mostra su un cavalletto.
La sera del vernissage la Cilento si è esibita come mimo in una performance. Ha interpretato la nascita o rinascita chiusa in una scultura di plastica con sembianze di donna con ampie ali e poi in punta di piedi come in un immaginario volo si è trasformata in Ninfa donando fiori. Anche questo è stato una rievocazione delle Nemesiache, movimento culturale del’70 per l’emancipazione della donna nel sociale, nell’arte, nella politica e della storia artistica di Lina Mangiacapre, regista e scrittrice scomparsa da alcuni anni, e di Teresa, la sorella in arte Niobe, che ha visto l’azione scenica di Iole in una sua installazione presente in mostra.

Forme e contenuto sono in rapporto simbiotico realizzate in composizioni estremamente ricercate anche dal punto di vista delle tecniche adottate.
Le sue opere sono frutto di una costante permanenza tra le varie arti visive e letteratura. Si riscontra una personalit  versatile nelle sperimentazioni di assemblare vari materiali nel linguaggio pittorico ponendo attenzione agli effetti cromatici e alla luminosit  dell’impianto scenografico dell’opera. Le sue opere non sono di facile lettura, non suscitano emozioni semplici, vanno viste con la mente.

Iole Cilento
Ardore
Corto circuito di storie immagini e oggetti
Fino al 19 giugno
Galleria 3F Fiorillo Arte
Riviera di Chiaia, 23- Napoli
In occasione della mostra
Mercoled 18 e Gioved 19, h 19/21
Valeria Frallicciardi e Imma Villa leggono
brani da
Calvino, Flaubert, Gautier, Ortese e Stevenson,
proiezione di estratti da le Parodie del quartetto Cetra
al termine performance dell’artista
(ambiente sonoro Paolo Coletta,
movimento Alessandra Petitti)

Per saperne di più
www.fiorilloarte.com
www.iolecilento.it

In foto, l’artista accanto a una delle sue opere