Fino all’8 novembre “Vivi nel ricordo”, manifestazioni a Napoli in memoria di Pier Paolo Pasolini (foto) quarant’anni dopo la sua tragica quanto misteriosa scomparsa.
Il ministro Franceschini ha di recente affermato «L’Italia ha il dovere di ricordare Pasolini e di trasmettere alle nuove generazioni l’attualit  del suo messaggio di ricerca e denuncia».
Questa sera (luned 3 novembre) il maestro Roberto De Simone al Teatro Mediterraneo (Mostra d’Oltremare), ore 2030, omagger  l’artista e intellettuale italiano.De Simone ricorda ciò che scriveva Pasolini «Io preferisco la povert  dei napoletani al benessere del nord». E aggiunge «In questo concerto ho incluso brani allusivi all’etica pasoliniana, ma non mi sono limitato a riprodurli con scritti o immagini con delle poesie, abbiamo inventato qualcosa di diverso, pur citando all’interno questo soldato in Napoleone scritto dal poeta e musicato da Sergio Endrigo. Pasolini non si limitava ad una lettura folclorica, ma operativa. Tant’è che quando inser nel Decamerone la “Zeza” di Mercogliano nei titoli di testa era palese il dissidio tra storia e non storia».
Il ciclo di eventi, organizzato dal Comune di Napoli, sui temi della memoria e della morte, attraverser  diversi luoghi della citt . Spiega Nino Daniele, assessore alla Cultura del Comune di Napoli «Usiamo spesso la parola “territorio”. Etimologicamente vuol dire la terra dove sta il nostro letto, in questo caso anche le nostre tombe. Riscoprire, in questo tempo di individualismo esasperato, la dimensione della pietas collettiva, ci fa andare al fondo della nostra intimit , ma anche al fondo della nostra socialit ».
Nel complesso di San Domenico Maggiore, dalle 2000 e fino a mezzanotte, sar  eseguita la lettura integrale degli “Scritti Corsari”, con 25 attori, una maratona di reading diretta dal regista Giovanni Meola che afferma «Per una volta come regista mi sono sentito di fare un passo indietro, semplicemente per far riecheggiare le sue parole. Quelle parole cos attuali, ma anche urgenti e necessarie, che generano ancora pensieri e dibattiti».

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